Nell’ora della nostra morte ci sarà Maria a pregare per noi, ma contiamo anche su Gesù, perché il Padre ci accolga nel Suo Nome, per la potenza del Suo sacrificio. Non è teologia, ma vita.
Perché non ci diamo interamente a Dio? Abbiamo riserve? Pensiamo ci sia qualcuno o qualcosa più importante di Lui? Ci sembra impossibile che si occupi di noi? Gesù fa a Gabrielle molte domande, ed è come le facesse a noi.
A Dio chiediamo questo e quello. Non siamo mai paghi di esprimere esigenze e desideri, come fosse un cilindro da cui estrarre ogni volta la sorpresa. E se lasciassimo fare tutto a Lui? È l’unico in grado di confezionare abiti davvero su misura.
Che mistero è la grazia: è come la corrente del fiume, che porta con sé, trascinando ciò che trova, e conducendolo al mare. È questa la nostra vocazione: affidarci totalmente, come bambini piccoli, fino all’approdo del gran mare di Dio.
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