a cura di Gaja Cenciarelli e Antonio Sparzani

a lato: il famoso balcone: in realtà ovviamente rifatto in epoca moderna, ma buono per la fantasia di tutti noi.
[il precedente bardo sta qui e il precedente dialogo d’amore qui]
Non c’è davvero bisogno di presentazione per questo parlare d’amore tra i più famosi al mondo. È appena il caso di ricordare che nel primo atto della tragedia shakespeariana i due giovani, durante un banchetto in casa Capuleti, al quale Romeo interviene mascherato, si conoscono, senza quasi prender coscienza l’uno del casato dell’altro, e si scambiano sguardi e parole trasognate. Presto appare l’orrore che la sorte ha loro riservato: le due rispettive famiglie sono acerrime nemiche, Juliet Capuleti e Romeo Montague, così nell’originale, non possono amarsi.
Dopo la fine del banchetto Romeo resta a sognare e a ricantarsi l’amore appena nato e già così forte nel giardino di casa Capuleti, proprio in vista del balcone della camera di Giulietta. E così si apre la scena II del II atto:
[Orto dei Capuleti, entra Romeo]
Romeo: Si ride delle cicatrici altrui
chi non ebbe a soffrir giammai ferita…
[Giulietta appare a una finestra]
Oh, quale luce vedo sprigionarsi
lassù, dal vano di quella finestra?
È l’oriente, lassù, e Giulietta è il sole!
Sorgi, bel sole, e l’invidiosa luna
già pallida di rabbia ed ammalata
uccidi, perché tu, che sei sua ancella,
sei di gran lunga di lei più splendente. Continua a leggere
