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Dialoghi d’amore 3: un chiaro di luna

di Antonio Sparzani

Robert Musil

Robert Musil

 

Ulrich (in una precedente stesura Anders) e Agathe sono fratelli, in qualche versione del romanzo anche gemelli, e sono sempre più i protagonisti di quel romanzo dove nulla sembra accadere che è L’uomo senza qualità, di Robert Musil (1880 – 1942). Come si sa, fu l’opera della sua vita, rimasta incompiuta alla sua morte e del cui proseguimento possediamo vari abbozzi non ancora rivisti dall’autore con quella cura minuziosa che metteva nel portare alla stesura definitiva qualsiasi suo scritto.
Nell’edizione italiana (Einaudi, gli Struzzi 1979) il secondo volume è quello nel quale appare per la prima volta la figura della “sorella dimenticata”, che così è presentata (inizio del capitolo 2): «Non si erano abbracciati per salutarsi, ma avevano sostato cordialmente l’uno di fronte all’altra, poi cambiarono posizione e Ulrich poté esaminare la sorella; di statura stavano bene insieme, i capelli di Agathe erano più chiari dei suoi, ma anch’ella aveva la stessa profumata secchezza di pelle che era l’unica cosa che Ulrich amava del proprio corpo. Il suo petto non si perdeva in sinuosità, era invece sottile e vigoroso, e le membra parevano avere l’affusolata snellezza in cui si fondono beltà e agilità naturale.» Continua a leggere

Il Bardo continua 5 e Dialoghi d’amore 2: un vero archetipo: Giulietta e Romeo

a cura di Gaja Cenciarelli e Antonio Sparzani

a lato: il famoso balcone: in realtà ovviamente rifatto in epoca moderna, ma buono per la fantasia di tutti noi.

[il precedente bardo sta qui e il precedente dialogo d’amore qui]

Non c’è davvero bisogno di presentazione per questo parlare d’amore tra i più famosi al mondo. È appena il caso di ricordare che nel primo atto della tragedia shakespeariana i due giovani, durante un banchetto in casa Capuleti, al quale Romeo interviene mascherato, si conoscono, senza quasi prender coscienza l’uno del casato dell’altro, e si scambiano sguardi e parole trasognate. Presto appare l’orrore che la sorte ha loro riservato: le due rispettive famiglie sono acerrime nemiche, Juliet Capuleti e Romeo Montague, così nell’originale, non possono amarsi.

Dopo la fine del banchetto Romeo resta a sognare e a ricantarsi l’amore appena nato e già così forte nel giardino di casa Capuleti, proprio in vista del balcone della camera di Giulietta. E così si apre la scena II del II atto:

[Orto dei Capuleti, entra Romeo]

Romeo: Si ride delle cicatrici altrui
chi non ebbe a soffrir giammai ferita…

[Giulietta appare a una finestra]

Oh, quale luce vedo sprigionarsi
lassù, dal vano di quella finestra?
È l’oriente, lassù, e Giulietta è il sole!
Sorgi, bel sole, e l’invidiosa luna
già pallida di rabbia ed ammalata
uccidi, perché tu, che sei sua ancella,
sei di gran lunga di lei più splendente. Continua a leggere