di Antonio Sparzani

Dal canto II dell’Inferno, di cui ho parlato qui, salto al XXVIII: che Dante ben conoscesse la letteratura che l’aveva di poco preceduto non v’è dubbio. Ho già accennato alla sua frequentazione di Arnaut Daniel e oggi vorrei scrivere invece di un altro trovatore in lingua d’oc, Bertran del Born, che Dante colloca all’Inferno, e non in una bella situazione. E ciò presenta qualche stranezza perché in due delle sue opere cosiddette “minori” il poeta ne parla bene. Continua a leggere
