Archivi tag: droga

Droga, l’età della ragione

Pubblichiamo questo appello, particolarmente importante per l’Italia, dove sul “problema droga” domina un proibizionismo demagogico e violento.

di Alice Jay

Nel giro di pochi giorni potremmo finalmente assistere all’avvio della fine della “guerra alle droghe”. Questa costosissima guerra contro la piaga della dipendenza dalle droghe ha fallito miseramente, mentre ha lasciato sul campo numerose vite umane, ha devastato intere comunità, e ha versato miliardi di euro nelle casse di violente organizzazioni criminali.
Gli esperti sono d’accordo nel sostenere che la politica più efficace sia la regolamentazione, ma i politici hanno paura di toccare l’argomento. Fra qualche giorno una commissione globale, cui parteciperanno fra gli altri i Capi di stato e i responsabili degli affari esteri di ONU, UE, USA, Brasile, Messico e molti altri, romperà il tabù e chiederà pubblicamente un nuovo approccio, che comprenda la depenalizzazione e la regolamentazione delle droghe.
Continua a leggere

Droghe

ii_guerra_mondiale
La prima esperienza fu un mezzo spinello spartito col compagno di banco del liceo, in un angolo appartato. Non mi fece né caldo né freddo, e per anni coltivai l’idea che la canna fosse un bluff, una trovata per passare il tempo. Nel quartiere si moriva d’eroina: in una stessa famiglia, in pochissimo tempo, se ne andarono in due, come fossero partiti per la guerra. E guerra era: rivoluzioni senza fedi, battaglie senza cause né obiettivi, ma i morti erano veri. Nella via della famiglia sfortunata abitava una ragazza, occhi azzurri e corpo perfetto. Mi ci perdevo da ingenuo adolescente, inseguendo nel suo sguardo chissà quali segreti. L’odore della droga lo imparai in caserma; il fumo usciva lentamente, dalla fessura di una porta, lo strascico acre violentava le narici. I soldati si chiudevano dentro e consumavano il rito giornaliero, per resistere all’umiliazione della naja, o della vita in genere. Io, il tenente, non dovevo sapere né vedere: in effetti era una questione di odore, di atmosfera, l’aria alternativa – democratica o anarchica – allo stato militare. Ci arrivavo dopo, per una forma di pudore che da sempre mi accompagna. Poi vennero Davide e Mary, la droga pesante vista da vicino, i suoi effetti spaventosi. Mi chiesi perché loro sì e io no; e quale misterioso compagno di banco mi avesse impedito di finire tra i caduti della guerra fantasma, di essere travolto – come i Davide e le Mary che incontrai sempre più spesso – in un vortice di fughe senza fine, magari col conforto dei preti, tenenti perduti dietro gli occhi azzurri della vita, in cerca di segreti impenetrabili. Oggi, l’angolo appartato lo utilizzo per scrivere: provo a smantellare il vero bluff, che ci umilia ogni giorno incontrando sempre meno resistenza, in una guerra persa ancor prima di partire, overdose di falsità, per ingannare il tempo.

(versione audio)