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Vivalascuola. Esce “Gli asini” n. 2

Gli asini è una rivista bimestrale di inchiesta e ricerca pedagogica sociale. Luogo d’incrocio e riflessione tra esperienze e analisi, pratiche e teorie di chi in Italia, in Europa e nel mondo si occupa di educazione e intervento sociale. Educazione, infanzia e adolescenza, la scuola, le culture “altre” e il loro incontro, immigrazione e lotta al razzismo, i media, il diritto all’istruzione, pace e cooperazione allo sviluppo, movimenti sociali, il terzo settore e la sua crisi, politiche pubbliche e sociali: questi sono i temi della rivista.

Di seguito l’indice del secondo numero. Continua a leggere

Vivalascuola. Esce “Gli asini”

Domenica 18 luglio ore 19 e 30
Santarcangelo 40

Festival internazionale del teatro in piazza

Speakers’ corner – Giardino di casa Franchini.
Santarcangelo di Romagna

Presentazione del primo numero
della rivista Gli asini

intervengono Luigi Monti, Goffredo Fofi e altri componenti della redazione

Gli asini è una rivista bimestrale di inchiesta e ricerca pedagogica e sociale. Luogo d’incrocio, uno spazio di riflessione tra esperienze e analisi, pratiche e teorie di chi in Italia, in Europa e nel mondo si occupa di educazione e intervento sociale. Continua a leggere

Vivalascuola. Mi piacerebbe vedere i miei occhi

Il mondo economico li vuole consumisti consumatori, pieni di carte di credito, poco colti e propina loro modelli da Grande Fratello, li fa litigare sotto gli obbiettivi della TV in una nobile gara di volgarità con i loro genitori, li arruola fin da bambini e li fa cantare (“Io canto” con Gerry Scotti, Canale 5): canzoni che parlano di pulsioni amorose di cui nulla sanno e sarebbe prematuro sapessero. Far fingere l’eros ai bambini somiglia a una anticipazione di violenza sessuale. La sinistra guarda attonita e nulla dice per paura di essere accusata di atteggiamenti bacchettoni o censori. Chi tra i giovani resiste e non si lascia arruolare scappa via Internet: Facebook, social network, YouTube, blog e tutti gli anfratti che la “rete” offre, dove i “vecchi” si muovono a fatica per tecnica e cultura. Chi se li fila questi giovani? (continua qui)

Mi piacerebbe vedere i miei occhi. Rappresentazioni dell’adolescenza
di Stefano Laffi

Il disordine del discorso

Liberarsi dalle cornici
In una società della comunicazione i temi sensibili non possono che essere inquinati di troppe parole, di ragionamenti fuorvianti, di opinionismo dilagante, di espertismo da salotto televisivo. Continua a leggere

Droghe

ii_guerra_mondiale
La prima esperienza fu un mezzo spinello spartito col compagno di banco del liceo, in un angolo appartato. Non mi fece né caldo né freddo, e per anni coltivai l’idea che la canna fosse un bluff, una trovata per passare il tempo. Nel quartiere si moriva d’eroina: in una stessa famiglia, in pochissimo tempo, se ne andarono in due, come fossero partiti per la guerra. E guerra era: rivoluzioni senza fedi, battaglie senza cause né obiettivi, ma i morti erano veri. Nella via della famiglia sfortunata abitava una ragazza, occhi azzurri e corpo perfetto. Mi ci perdevo da ingenuo adolescente, inseguendo nel suo sguardo chissà quali segreti. L’odore della droga lo imparai in caserma; il fumo usciva lentamente, dalla fessura di una porta, lo strascico acre violentava le narici. I soldati si chiudevano dentro e consumavano il rito giornaliero, per resistere all’umiliazione della naja, o della vita in genere. Io, il tenente, non dovevo sapere né vedere: in effetti era una questione di odore, di atmosfera, l’aria alternativa – democratica o anarchica – allo stato militare. Ci arrivavo dopo, per una forma di pudore che da sempre mi accompagna. Poi vennero Davide e Mary, la droga pesante vista da vicino, i suoi effetti spaventosi. Mi chiesi perché loro sì e io no; e quale misterioso compagno di banco mi avesse impedito di finire tra i caduti della guerra fantasma, di essere travolto – come i Davide e le Mary che incontrai sempre più spesso – in un vortice di fughe senza fine, magari col conforto dei preti, tenenti perduti dietro gli occhi azzurri della vita, in cerca di segreti impenetrabili. Oggi, l’angolo appartato lo utilizzo per scrivere: provo a smantellare il vero bluff, che ci umilia ogni giorno incontrando sempre meno resistenza, in una guerra persa ancor prima di partire, overdose di falsità, per ingannare il tempo.

(versione audio)