di Benedetto Vecchi
Intervista a Emmanuel Todd
Un’intervista con lo studioso francese in Italia per presentare «L’incontro di civiltà», il saggio scritto con il ricercatore Youssef Courbage. Un’analisi del mondo islamico, dove la modernizzazione può imboccare la strada politica o la via già segnata dalla trasformazione degli stili di vita
Forte anche degli studi e sull’accumulo dei dati sul maghreb francofono e sul Medioriente, Emmanuel Todd ama lanciare piccole provocazioni, come quando sostiene che ci sono tutti i segnali di una possibile scomparsa dell’Islam. Tassi di natalità poco al di sopra dei paesi europei, processi di alfabetizzazione altrettanto equiparabili, come equiparabile è una disaffezione alla religione: sono questi i risultati degli studi e delle analisi condotte con Youssef Courbage e contenute nel libro L’incontro delle civiltà (Marco Tropea, pp. 155, euro 14,90).
Emmanuel Todd non è nuovo a muoversi sul terreno accidentato delle tendenze di lungo periodo, che sembrano sempre fare a meno del confronto con la contingenza. Ma spesso ha saputo guardare oltre la gabbia del presente, come quando prefigura l’implosione dell’Unione sovietica o la crisi del modello neoliberale di capitalismo nel momento del suo massimo apogeo. Questa volta ci prova con l’Islam e per fare questo sceglie come chiave di accesso al fenomeno il concetto di modernizzazione. Concetto generico se non declinato attentamente. Todd si attesta prudentemente sull’accezione antropologica, guardano all’economia e alla politica come variabili dipendenti delle trasformazioni del legame sociale. E su questo si è concentrata l’intervista che ha concesso a Roma in occasione della presentazione del libro. Continua a leggere
