Dalla Grecia antica, le analisi della condizione umana si succedono a ritmo incalzante, per cui è difficile formarsi un quadro coerente dei labirinti del pensiero, distribuiti in tutti i mari dell’essere, a molteplici livelli di profondità, dopo aver lambito ogni tipo di costa. A fronte di un così inesauribile scavo, non sembra affatto raggiunta una chiarezza universale, anzi, la percezione più comune è quella di un disorientamento, di una mancanza crescente di punti di riferimento, di un venir meno di fondamenti visibili o invisibili, parafrasando il titolo della raccolta poetica di Luzi. Continua a leggere

