Quando capita di conoscere un artista, è meglio non intervistarlo. Se proprio non si può fare a meno di avviare una conversazione, meglio farlo parlare di donne, di cibo, di sport, di qualunque cosa ma, per amor di Dio, non di arte. Almeno, non della sua.
Quando era già vecchio e piuttosto suonato, Manzù presentò al pubblico la sua ultima scultura. Era una maternità, e bastava darle un’occhiata per sentirsi trasportare in un mondo di idee platoniche. C’era anche la tv: il solito imbecille schiaffò il microfono sotto il naso dello scultore e gli chiese quale fosse il significato della sua opera. Manzù, serio serio, rispose che si trattava di una donna che teneva in braccio un bambino.
Mai chiedere a un artista di svelare il segreto della sua arte. Come potrebbe rispondere? Non lo sa neanche lui. Continua a leggere
Qualche oziosa considerazione sull’arte
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