Credo che la temperie storica in cui vivo sia segnata da una decadenza epocale (penso a un artista come Ivano Fossati e al suo ultimo disco-concerto, La Decadenza), politica, civile, socio-culturale, artistica, un’epoca attraversata dall’indifferenza, l’abulìa, la solitudine. Anche la lingua italiana si è impoverita e “rattrappita” trasformandosi sempre più in una nuova terrificante koinè che impasta un italiano basico, anglicismi a iosa, espressioni gergali e gruppali. La civitas polverizzata in una miriade di monadi, di schegge distanti, egoiste e diffidenti e una “vecchia” società – in cui sono cresciuto – decisamente finita. Si respira un’atmosfera da “fine impero” che risente anche della gravissima assenza di punti di riferimento, di Guide e Padri ormai scomparsi insieme ai valori che incarnavano, dissolto ogni sentimento autentico di appartenenza, solidarietà e civiltà. Continua a leggere
Lo stato dell’arte. Francesco Sassetto
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