Etty Hillesum, la poesia più potente
Questa giornata, come altre simbolica, mi pare una buona occasione per ricordare Etty Hillesum, la giovane ebrea olandese che non fa parte di alcuna antologia di versi, ma che ci ha lasciato un diario profondamente poetico. La sua è, di fatti, la poesia più potente, perché vera testimonianza di vita, sostenuta da una scelta radicale: condividere sino in fondo il destino degli altri, tentando di alleviarne la solitudine e puntando sempre al bene, persino nel mezzo dell’orrore. Il 30 settembre del 1942, un anno e due mesi prima di morire ad Auschwitz, Etty annotava: “In me non c’è un poeta, in me c’è un pezzetto di Dio che potrebbe farsi poesia”.
Rileggendo “Etty Hillesum, Diario 1941-1943” (Adelphi Edizioni, 1981), ripropongo oggi alcuni suoi pensieri. Continua a leggere

