Archivi tag: Etty Hillesum

Disinnescare da dentro. La testimonianza di Etty Hillesum

di Raffaela Fazio

Etty Hillesum, giovane ebrea olandese morta ad Auschwitz nel novembre del 1943, risponde alla guerra, o meglio all’odio che la guerra comporta, con un duplice movimento di disinnesco, interiore ed esteriore: 1) un profondo scavo introspettivo per estirpare dentro di sé le radici delle pulsioni negative (le stesse che si riconoscono negli altri), superando quei sentimenti “a buon mercato” e non risolutivi come il rancore e il desiderio di vendetta, e mantenendo vivo il senso di gratitudine, di fiducia e di accettazione, accettazione che non è rassegnazione o fatalismo, ma capacità di trasformare la prova in forza, in energia costruttiva e benevola; 2) un’appassionata, quotidiana dedizione agli altri, nella consapevolezza di ciò che ogni scelta implica e nell’incrollabile amore per l’umanità, nonostante le aberrazioni e le atrocità del suo tempo. 

Etty guarda in faccia il dolore e non si tira indietro. Vuole esserci. Vuole essere là, per condividere il destino della sua gente, alleviandone come può la sofferenza e testimoniando fino in fondo che “la vita è bella e ricca di significato” e che “ogni atomo di odio che si aggiunge al mondo lo rende ancora più inospitale”.

A mio parere, il messaggio di Etty non solo è sempre attuale, ma è anche sempre attuabile se si coglie il suo fulcro: non preoccupiamoci di cambiare il mondo, ma pensiamo a cambiare noi stessi. Cambiare noi stessi è sempre possibile (per quanto richieda un lavoro costante): questa è la nostra vera libertà. Una libertà che nessuno, in nessuna circostanza, potrà mai sottrarci. Il resto poi verrà.

 *

(per Etty Hillesum)

Dentro
mi porto tutto
anche a fatica, col fiato corto.
La vita, una cesta piena
sino alla fine.
E se interrotta
farò il mio meglio
sulla soglia di un’altra stagione
passerò – staffetta –
il testimone.

Raffaela Fazio
da Gli spostamenti del desiderio (Moretti&Vitali, 2023)

Qui, il link a: “Versipelle. Poesie di guerra e di pace. Raffaela Fazio e Etty Hillesum” (15/11/2023)

https://www.youtube.com/live/chvFyl__ZQs?si=lURcPwnnZ25vmJMp

Etty Hillesum, la poesia più potente, di Raffaela Fazio

Etty Hillesum, la poesia più potente

 

Questa giornata, come altre simbolica, mi pare una buona occasione per ricordare Etty Hillesum, la giovane ebrea olandese che non fa parte di alcuna antologia di versi, ma che ci ha lasciato un diario profondamente poetico. La sua è, di fatti, la poesia più potente, perché vera testimonianza di vita, sostenuta da una scelta radicale: condividere sino in fondo il destino degli altri, tentando di alleviarne la solitudine e puntando sempre al bene, persino nel mezzo dell’orrore. Il 30 settembre del 1942, un anno e due mesi prima di morire ad Auschwitz, Etty annotava: “In me non c’è un poeta, in me c’è un pezzetto di Dio che potrebbe farsi poesia”.

 

Rileggendo “Etty Hillesum, Diario 1941-1943” (Adelphi Edizioni, 1981), ripropongo oggi alcuni suoi pensieri. Continua a leggere

Etty Hillesum, Lettere 1942-1943


di Barbara Pesaresi

Esistono libri dai quali vien quasi istintivo difendersi. O almeno a me succede. Sono quei libri che raccontano vite vissute scomodamente, come quella di Etty Hillesum.

Chi ha letto Diario, 1941-1943 (Adelphi), troverà anche in Lettere, 1942-1943, (Adelphi), la stessa sensibilità e profondità di pensiero, l’ostinata fiducia nella vita, quella fede incrollabile che  la porterà a scrivere nel diario: “E se Dio non mi aiuterà più, allora sarò io ad aiutare Dio”.  Smarrisce, la disarmata lucidità di Etty nel registrare e raccontare, attraverso minuziose e nude cronache, l’inarrestabile divenire dei tragici eventi che l’hanno vista protagonista. Di lei possiamo dire che è stata sino all’ultimo, grazie anche alla scrittura, testimone attiva della sua storia e del suo tempo. Continua a leggere