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Il contro in testa e le prospettive future del mito anarchico carrarino

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Il contro in testa. Gente di marmo e di anarchia (Edizioni Laterza) l’ho letto nel giro di poche notti ma ci sono voluti mesi perché mi decidessi finalmente a scriverne. Un libro che parla della propria terra, e che lo fa alla maniera in cui è riuscito a farlo Marco Rovelli, ovvero con dedizione e rispetto, e poesia, e analisi critica e rabbioso disinganno, è un’entità difficile da approcciare, una madre su cui si fatica ad esprimere un giudizio e dalla quale si è quasi intimoriti, perché ogni frase nasconde un ricordo, ogni parola un’aspettativa, ogni descrizione un sogno e una speranza andate spesso, e come dire?, fatalmente, deluse.
Quando poi dalla propria terra ci se n’è andati, anche per i motivi di cui parla l’autore, e nondimeno ci si ostina a tornarvici, allora ogni tentativo di recensione diventa immersione in se stessi più che nelle pagine che ci stanno davanti, e l’analisi del testo si trasforma in ragionamento sui motivi che ne hanno resa necessaria la scrittura.
Rovelli conosce bene quello di cui parla, e ce ne fa racconto attento e affascinante, muovendosi in bilico tra coinvolgimento personale e distacco critico, con un approccio che potremmo definire ‘dialettico’ Continua a leggere