Archivi tag: Ion Barbu

Ion Barbu

di Giorgio Stella

È prigione nella bruciata, indegna terra.
Di giorno il fieno dei raggi inganna;
ma le nostre teste, se ci sono,
stanno ovali, di calce, come un errore.

Tanti i covoni di filo sinistro!
Troveranno il gesto chiuso, che li riassuma,
che neghi, diritta, la linea che spezzi:
occhi in vergine triangolo tagliato verso il mondo?

*

Il pavone

Si inchinava nascente e morbido,
granturco della tua mano per beccare.
Azzurro tremolava e caldo, ai piedi,
come i veli dell’alcool, nella tazza.

Sul ceppo, il tuo matto con cuffia
occhi ineguali terribilmente tristi roteava,
e ti ha torto la mano, come si strizza un panno,
e ha rotto anche il collo dell’uccello, che sbatteva.

La poesia della settimana. Ion Barbu

Sono solo un anello del grande dubbio,
fragile, l’unità per me è effimera; ma
uno sciame di esistenze della mia morte risorge
e il vero nome che porto è: ondeggiamento.

Perciò, arcuato sotto i tempi, svolgo un lungo tessuto
dall’erba delicata alla fronte pensante
e la bionda successione di forme, salendo di sole in sole,
nella vastità della vita riversa un passato.

Dall’onda che viaggia, dalle acque eterne
prendo la veste di coloro che muoiono,
e rigenerato, e agile, corro – sottile brivido –
per sale orgogliose o umide caverne…

E così, sulle Terre tagliandomi vaste porte
verso i ritmi immensi della mente, un giorno,
porto all’Alta Bilancia il mio ricco peso
di tante esistenze e di altrettante morti.

NIEBO, n.7, dicembre 1978