Giacomo Cardaci, classe 1986, è nato a Udine e vive a Milano da diversi anni. Nel 2008 aveva pubblicato, per Mondadori, «Alligatori al Parini». Di recente Cardaci ha pubblicato un nuovo volume, sempre per i tipi di Mondadori: «La formula chimica del dolore». Un libro autobiografico, dove il protagonista – Filippo – racconta l’esperienza traumatica di una grave malattia (un tumore) e delle conseguenti “traversie” vissute in ospedale.
Ne parliamo con l’autore.
Giacomo, quando hai scritto questo libro? Raccontaci un po’ la tua esperienza…
Ho scritto il libro fra un ciclo di chemioterapia ad alte dosi e l’altro, spesso di notte, quando ero ricoverato in ospedale e non riuscivo a prendere sonno per “la tosse del soldato”, ovvero i rantoli di quegli anziani che combattevano contro la malattia che gli sbranava il corpo, tossendo, mugolando anche di notte, rubandomi il sonno con quegli aiuto-aiutatemi-aiuto che sentivo provenire dalle altre camere del reparto; ricordo che, quando ero in camera sterile, litigavo col caposala perché notoriamente la tastiera del computer è l’oggetto più infetto che si possa immaginare, ma su quadernetti dove annotare le mie sensazioni o dettagli salienti dei miei compagni di camera, e sul computer dove rielaborarli in racconti, non ero disposto a transigere: a costo di farmi venire un febbrone per quei “batteri-batteri-batteri!” che erano banditi dal reparto. Continua a leggere
