Congregazioni, confraternite, compagnie, ordini l’infinita e fantasiosa galassia in cui è compartimentata la chiesa cattolica avranno ieri sobbalzato e sussultato alle parole di papa Francesco. «I conventi vuoti non servono ad aprire alberghi e fare soldi – ha spiegato con quel suo mezzo sorriso sempre più eversivo – sono per la carne di Cristo, sono per i rifugiati». E ad ascoltarlo c’erano proprio loro: profughi, fuggitivi, sradicati, rifugiati appunto. Un’indicazione banalmente evangelica, quella di accogliere i povericristi di varia provenienza. Ma che, se contestualizzata all’attuale sistema finanziario vaticano e localizzata nella città dove le proprietà immobiliari cattoliche sono straripanti, risuona come un’affermazione temeraria. E’ un netto ribaltamento della strategia furiosamente commerciale con cui è stato gestito il patrimonio della chiesa. Continua a leggere
La sfida temeraria del papa – di Sandro Medici
Lascia una risposta
Da: il manifesto
