A distanza di tanti anni mi sento di ascrivere una grossa “responsabilità”alla Vispa Teresa. Prima di scriverla, la Poesia per me è iniziata con lei. Vettore l’ottantenne zia paterna, fan di Palazzeschi, che trovando in me il terreno adatto, mi somministrò massicce dosi di Vispa Teresa per giorni e giorni, alternandola ai versi di Aldo. A sei anni i suoi passaggi più “impegnativi”erano musica filtrata dalla sensibilità linguistica della zia rapportata alla mia età. Credo si sia trattata di una vera e propria infatuazione giovanile, un “trauma” decisivo in quel momento della mia vita. Ero poi io a chiedere novità, e fu il turno di Cecco Angiolieri, Guido Gozzano, Angiolo Silvio Novaro. Era la zia a chiedermi “pensierini” scritti nell’anno successivo a queste prime conoscenze che erano ormai diventate lettura quotidiana. Sotto la sua guida appassionata sapevo scrivere quasi perfettamente, e il mio spontaneismo creativo, alimentato dalla lettura diretta, andava alla grande. Se penso alle poesiole scritte alle medie devo notare la precisa matrice di un ego ( cosa normale data l’età ) non in grado di farsi storia di tutti, “vulnus” che non sfuggì alla solerzia della cara zia : “Non scrivere soltanto di te e della tua vita; scrivi pensando anche alla vita degli altri , ai sentimenti dei loro cuori “. Continua a leggere
La parola ai poeti. Leopoldo Attolico
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