
Dovremmo far brillare Gesù, attraverso la vita: perché ciò sia possibile, lascialo passare nelle sofferenze, nelle ferite antiche e nuove, perché ti curi con la potenza del Suo amore. Allora sarai raggio di una luce intramontabile.

Tornare a casa nostra, dopo questa avventura impegnativa. Comprendere di aver compiuto una missione importante e finalmente riposarsi. Trovare Te, occhi negli occhi, lasciar andare ogni minimo residuo del passato. Vivere, finalmente, senza più preoccupazioni, né paure. Guardarsi intorno, e vedere solo Luce.

I Padri raccomandano di vedere Dio in tutto. Vederlo al di sopra di tutto è garanzia di verità: il suo sguardo dà senso e misura, ricolma di vita, orienta al bene. È come una luce che, calando dall’alto, permette di scorgere anche gli angoli più oscuri. Signore, che io veda! È il grido di sempre, il lasciapassare per l’eternità.

Chi non è rimasto rapito da un’alba, da un tramonto? È una rivelazione, un senso ulteriore che appare all’improvviso, come se si aprisse una porta o si alzasse un sipario. Siamo ospiti di un cosmo più mirabile di ogni effetto speciale, testimoni di uno spettacolo che non ha rivali. Ma nell’ultimo giorno sorgerà un sole più attraente, un’alba ci avvolgerà e sommergerà in una bellezza indescrivibile, se avremo avuto fede nella Luce venuta nel mondo.