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da qui
Mi chiedo se sia giusto rimanere qui. Forse la missione è compiuta: traghettare don Mario in un’impresa impossibile. E ora? Sento gli sguardi che mi sfiorano per le ragioni più diverse: chi si preoccupa per me, chi cerca spazi inaspettati, chi fiuta l’aria per capire cosa possa cambiare. Io continuo a dare, come ho sempre fatto, ma mi accorgo che le forze a volte scemano, qualcuno potrebbe approfittarne, e non c’è più il mio amico a discernere con certezza la sincerità dalla furbizia. Avevo un motto: procediamo impavidi. Oggi mi sembra stoicismo, di cui diffido sempre. Non resta che addentrarmi nel mar dei giunchi, coi carri del faraone che stridono alle spalle, gli ordini secchi nella notte, l’alito incalzante del nemico. Davanti, solo una terra sconosciuta, una promessa. Di qualcuno che traghetti me.

