[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=IyAbtjSKhJc&feature=related]
da qui
Mi chiedo se sia giusto rimanere qui. Forse la missione è compiuta: traghettare don Mario in un’impresa impossibile. E ora? Sento gli sguardi che mi sfiorano per le ragioni più diverse: chi si preoccupa per me, chi cerca spazi inaspettati, chi fiuta l’aria per capire cosa possa cambiare. Io continuo a dare, come ho sempre fatto, ma mi accorgo che le forze a volte scemano, qualcuno potrebbe approfittarne, e non c’è più il mio amico a discernere con certezza la sincerità dalla furbizia. Avevo un motto: procediamo impavidi. Oggi mi sembra stoicismo, di cui diffido sempre. Non resta che addentrarmi nel mar dei giunchi, coi carri del faraone che stridono alle spalle, gli ordini secchi nella notte, l’alito incalzante del nemico. Davanti, solo una terra sconosciuta, una promessa. Di qualcuno che traghetti me.


In certi momenti potresti sbagliare e scegliere Caronte al posto di un angelo.
Allora forse la cosa migliore è prendere il comando della nave, scegliere l’equipaggio fidato, quello che affonda con il comandante non senza aver cercato di tappar tutte le falle, prima. Scegliere in esso due amici fedeli, pronti a sostenere le braccia ben in alto quando la stanchezza arriva e sembra bello poter dire “basta, vado via!”. Due amici che veglino nel riposo e che sappiano guidare se il capitano abbassa le braccia perchè solo a braccia alzate si può domare qualsiasi mare, anche quello oscuro che si agita in noi.
E così tornare a gridare: “procediamo impavidi!” non come un urlo di battaglia ma come chi sa di aver raggiunto la terra … promessa.
Il mare sommerge, il mare ruba, il mare spazza via, il mare libera, dà pace e salva!
buonanotte don, semplicemente, e che l’alba spazzi via tutto ciò che di brutto ti angoscia nel sonno e non.
Stella
JHWH regnerà in eterno per sempre.
Rabbi Josè il Galileo dice: Se Israele, presso il mare, avesse detto: JHWH regna in eterno per sempre, nessun popolo o regno avrebbe mai dominato su di loro. Purtroppo hanno detto: JHWH regnerà in eterno per sempre, nel futuro! Con tutto ciò [è certo che tu regnerai] sul tuo popolo, le tue pecore, il tuo gregge, il gregge del tuo pascolo, il seme di Abramo tuo amico, i figli di Isacco tuo unico, l’assemblea di Giacobbe tuo primogenito, la vite che hai strappato all’egitto, il ceppo che la tua destra ha piantato.(Rabbi Jishma’el, Il cantico del mare, Qiqajon)
fino a quel tempo speriamo tutti di avere un navigatore che ci accompagni sulle strade della notte
un abbraccio, fabry
f&r
oggi nell’omelia hai detto che Cristo pur amando la vita, la felicità, al tempo stesso ci invita a prendere la nostra croce,seguendolo.Sembra una contraddizione: la vita rifiuta il dolore,non capisce la morte….allontana da me questo calice! Spesso, nei momenti più bui, non riusciamo a dare un senso al nostro soffrire, alla nostra solitudine, alla diffidenza che ci fa vedere l’ostilità di chi ci sta vicino. Ma proprio qui ci soccorre don Mario:lo vedo sofferente dopo i tanti insulti ricevuti,l’ictus,il fuoco,ma non lo vedo disperato o vinto,anzi dalla sofferenza ha attinto nuova forza, non ha smesso mai di credere,sperare,amare e di sorridere. Io gli chiedo la fede,che se è forte, trasfigura anche il dolore.Tu chiedigli, come ti suggerisce Stella nel suo bellissimo commento,la forza di governare la tua nave e l’aiuto di amici fidati. Li troverai.Forse è questa la sua promessa.
In una lettera ad una figlia spirituale che vedeva solo tenebra intorno a se, Padre Pio le scrisse che, se leggeva attentamente le scritture, poteva vedere che Dio si manifesta sempre nella oscurità, nella caligine, nella tenebra, che sia la nube che avvolge il monte Sinai o quella che nasconde Gesù sul mote tabor, è proprio dove il nostro pensiero crede di non vederlo più che egli è presente nella sua piena divinità.
Noi ci facciamo idee di un Dio morale che ci guida, di un Dio severo che ci corregge, di un Dio buono che ci ama e soccorre, ma queste idee le sovrapponiamo alla sua onnipotenza che quanto più è privata di queste idee visibili quanto più è vicina a noi e presente.
Ho cancellato già due volte dei consigli che ti sarebbero arrivati da uno che non governa se stesso, e altri non me ne vengono in mente, ma domani è il giorno della Croce e mi ricordo di te.
Stella , Fides, Annamaria e Mario, grazie.
ai noti eventi si aggiunge la stagione, con gli aiuti ufficiali che latitano.
ma c’è tanta gente che mi vuole bene, i semplici sono sempre i migliori.
e Dio appare dove meno te l’aspetti, Mario, è proprio così.
un abbraccio forte
fabrizio
un’immagine piena di luce, quella che ci mostri!
lasciati guidare dalla luce 🙂
mi unisco agli abbracci…
Caro Fabrizio,
“Mi chiedo se sia giusto rimanere qui. Forse la missione è compiuta: traghettare don Mario in un’impresa impossibile. E ora?”: il dubbio pare legittimo, e viene a molti. Come è legittima l’aspirazione di fare un capolavoro (qualsiasi cosa questo possa significare)della nostra esistenza: ma, come sai bene, l’Artista è Un Altro.
Un abbraccio,
Roberto
r-esistere r-esistere r-esistere.
un abbraccio e dimmi buon lavoro! come io lo dico a te!
Invece ti capisco bene, Fabrizio.Qualcuno che traghetti noi, e il resto.Come lo capisco. .
Quando la nave affonda,con amici fidati, anche due,e un altro che prende il timone, così puoi stare solo, a braccia aperte, giù..
A volte non lo vedono proprio, che sei solo – gli altri.Il mare è luccicante e deserto,
Maria Pia
Caro Fabrizio, questo post mi ha scosso profondamente. Il mare del dolore e della stanchezza è un brodo comune.
Cerco per me (e qui anche per te) un appiglio, Sisifo e la sua condanna mitica di soffrire senza mai soccombere definitivamente sotto il suo macigno.
Le sofferenze senza senso eppure messianiche del Giobbe di Roth. Niente. A volte neanche la letteratura aiuta.
Un po’ di sollievo dalle parole di don Tonino: abbiamo bisogno tutti di un’ala di riserva.
Ne hai bisogno tu, Fabrizio. Ne ho bisogno, ti dico, anch’io. Ma non la trovo.
Il mio dolore personale oggi è l’atto di solidarietà più profondo verso te.
PVita
grazie a Carla, Roberto, Lucy, Maria Pia e Pasquale.
la fatica è meno ingrata se sostenuta dagli amici.
buon lavoro Lucy!
e un abbraccio a tutti
fabry
“Procediamo impavidi” è un motto staordinario! Credo sia anche l’unico!
io ci provo sempre, Gena.
un abbraccio
fabry
So che quel che sto per scrivere può sembrare solo una frase fatta ma leggere alcuni commenti mi ha profondamente colpita e mi ha ricordato che la solitudine è molta.
Anche io in fondo sono sola, ho tanta gente intorno, troppa e questa sensazione rimane. Forse non sono capace di mostrare il mio bisogno e me lo tengo stretto facendo soffrire chi vuole starmi accanto e trova tutte le porte sbarrate, forse cerco compagnia in chi non può darmela e la rifiuto in chi ne è capace, forse …
Vorrei abbracciarvi forte tutti, così scopriremmo di non esser soli.
Attendo sempre messaggi che mi ridonino il sorriso, questa mattina sotto il diluvio universale il mio umore era … come il tempo, ho acceso la radio e ho sentito questa canzone:
http://www.youtube.com/watch?v=6xe_PKErtOk
Jovanotti non è in cima ai preferiti ma quando passa lo ascolto, è sempre il ragazzo del “penso positivo” e quando tutto è nero cerco di cantarla in attesa del miracolo che mi faccia sorridere.
Vogliamo cantare tutti insieme questa canzone dal titolo “fango” e scoprire di non esser poi così soli?
vi abbraccio fortissimamente forte e vi sorrido timidamente sperando di ritrovare in voi un sorriso, che unito al mio, diventi un “ridere”, di cosa? che importa? anche dei propri guai e delle proprie solitudini e tutto sembrerà più leggero, almeno proviamoci.
SM
grazie Stella.
di Jovanotti preferisco questa.
la dedico a Dio.