Introduzione di Giovanni Agnoloni
Marco De Carolis è un poeta che della Liguria ha colto i tratti intimi, quelli che parlano di piccoli ma decisivi dettagli del paesaggio e delle vite di cui s’imbeve. Di una sua raccolta poetica, Vorrei raccontarti (Milano, Vanitas, 2004), ebbe a scrivere Nico Orengo:
“Questo di Marco de Carolis, è un alfabetiere d’amore. una manciata di poesie, come le lettere di un alfabeto, buttate sulla pagina, in bilico fra ironia del vivere e nostalgia dell’amare. Vorrei raccontarti sono poesie del “dopo”, come tutti i versi che si scrivono sull’amore che si è fatto ricordo e dunque più tenace e vivo di quanto non sia nel viverlo quotidianamente. È solo “dopo” che se ne può misurare l’intensità e la vertigine, quel bisogno del corpo dell’amata che andava protetto da tavolini e sedie del bar, da spigoli di carrugi, dal traffico di piazza. De carolis usa le eterne parole degli amanti, le logora e le spreme, non si fa prendere da nessuno stordimento linguistico, perché quelle sono e quelle si sono sempre adoperate, dai grandi canzonieri in poi. Sono le intensità delle attese, le aspettative dei baci e delle carezze, le regressioni emotive a ricoprirle di vitalità nuova, innocente, e a bruciarle in una sincerità esistenziale e linguistica inattesa, viola come una campanula, bianca come un’alba.” Continua a leggere

