Nell’edizione Fandango Libri, Infinite Jest di David Foster Wallace è lungo 1.307 pagine, più 127 di note, scritte in un corpo più piccolo del libro vero e proprio (come se le note non lo fossero, ma questo aprirebbe una discussione che vi risparmio).
Un libro di questa mole pone dei problemi evidenti: di trasportabilità, maneggevolezza, fatica fisica, imbarazzo (tutti ti guardano strano sulla metropolitana, anche se è solo di poco più voluminoso delle Cronache di Narnia – che in effetti nessuno legge, sulla metropolitana) e infine ansia di prestazione (quante pagine devo leggere al giorno per non avere la sensazione di stare svuotando l’oceano con un bicchiere?).
Ma i veri problemi sono di ritmo interno alla storia e rapporto con i tempi di lettura.
Mi spiego.
