Archivi tag: Romanzo

Valter Binaghi recensisce Le monetine del Raphael sul suo blog (29.5.2012)

E’ troppo vicina nel tempo (era il 30 aprile 1993) perchè qualcuno non ricordi la scena: Bettino Craxi, il leader indiscusso di un partito di governo e di un’intero decennio della storia italiana, veniva accolto all’uscita dell’Hotel Raphael da una furibonda manifestazione di indignazione popolare con relativo lancio di monetine, dopo che la Camera dei Deputati aveva negato l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti. Era l’apice di “Tangentopoli” e nello stesso tempo la fine del sogno italiano, un sogno che durava dall’epoca del boom economico degli anni Sessanta, quello di fare dell’Italia un paese moderno e civile. Che importa se appena un anno dopo uno degli uomini più vicini a Craxi, Silvio Berlusconi, provava a riproporre l’epica del “miracolo italiano” con un partito di plastica e nuovo di zecca, popolato da suoi dipendenti, avvocati e commercialisti? Berlusconi era evidentemente fasullo: la simulazione elevata alla seconda potenza, nessuno poteva credere all’innocenza di quell’immaginario, così smaccatamente cialtrone da apparire ai suoi stessi sostenitori la satira e agli altri la caricatura della politica tradizionalmente intesa. No, l’Italia era finita prima, il resto era solo conseguenza: per questo Franz Krauspenhaar, che di questo interminabile Basso Impero è un cantore spietatamente sincero, ha scelto quell’episodio come acme della vicenda che ha per protagonista uno dei suoi personaggi senza spada e senza corona. Dopo la furiosa tenerezza filiale del narratore di “Era mio padre” (Fazi 2008), ecco la parabola amara di un pittore che alla corte di nani e ballerine dell’ultimo vero satrapo italiano, ha raggiunto il successo di critica e di pubblico (per una volta non disgiunto da autentico talento), ha consumato i suoi proventi nella sfrenata disperazione dell’orgia, fino ad assistere, insieme a quello del Capo, al proprio declino fisico ed esistenziale, servendosi di tutto e di tutti (politica, amicizie, donne, sentimenti) per sacrificare all’unico idolo indiscusso: l’arte, la ricerca indefessa della forma e della sua dissoluzione, unico stile e ragione di vita possibile. Continua a leggere

chiunque cerca chiunque

francesco è per me più di un amico
è stato la mia ombra in giornate di pioggia e compagno di risate in giorni pieni di sole
mi ha fatto diventare personaggio di un racconto
mi ha dato nuova linfa per le lettere e abbiamo parlato della poesia come con nessuno mai
e con lui ho in comune un grande amore per la stessa città: Parigi Continua a leggere

TEORIA DELLA LETTERATURA n.15: Personaggi tondi e personaggi piatti. A cura di Giuseppe Panella

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TEORIA DELLA LETTERATURA n.14: Intreccio e coerenza narrativa. A cura di Giuseppe Panella

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TEORIA DELLA LETTERATURA n.13: Intreccio e struttura del romanzo. A cura di Giuseppe Panella

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“1975” – recensione di Pasquale Vitagliano.

1975 Nonostante Pasolini, e purché Buzzanca non lo sappia, al liceale piacciono le donne, Franz Krauspenhaar, Caratterimobili, Bari, 2010

“Ci sono ragazzini segnati da un’epoca. E poi ci sono scrittori che segnano un’epoca”, si legge in copertina. Ragazzini e scrittori hanno bisogno di un luogo per segnare un’epoca. Il luogo di FK è la Milano di piombo degli anni ’70, rigata dalle lacrime degli scontri fra ragazzi di sponde politiche opposte – apparentemente divisi tra il gallismo di Buzzanca, che in quegli anni imperversava nei cult-movies di serie B, e la disperazione di Pasolini,  scandaloso ed eretico persino a sinistra – ma accomunati dalla infantile e ingorda voglia di sesso. Sesso, droga e rock’n roll. Continua a leggere

TEORIA DELLA LETTERATURA n.7: Romanzo e fabulazione. A cura di Giuseppe Panella

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TEORIA DELLA LETTERATURA n.6: Storia e racconto. A cura di Giuseppe Panella

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TEORIA DELLA LETTERATURA n.4: Il romanzo come forma della conoscenza (parte II). A cura di Giuseppe Panella

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TEORIA DELLA LETTERATURA n.3: Il romanzo come forma della conoscenza (parte I). A cura di Giuseppe Panella

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TEORIA DELLA LETTERATURA n.2: Romanzo e romance. A cura di Giuseppe Panella

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I custodi del Talismano di Valter Binaghi. Altra recensione

Scopro con piacere che il romanzo di Valter Binaghi, I custodi del talismano (in vendita anche qui), ha trovato finalmente casa editrice (Sottovoce edizioni, 2010).

Ho avuto la fortuna di leggerlo ancora inedito alcuni anni fa e ne ho scritto una scheda/recensione. Credo che sia un romanzo che merita attenzione e (perché no?) buona sorte, perché è un lavoro serio, ben fatto, appassionante da leggere, opera di un bravo artigiano di storie.

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I custodi del talismano ha tema e impianto di romanzo storico, ma in esso la narrazione si eleva a consapevole meditazione sull’aura dell’oggetto simbolico, sul significato del conoscere e sulla difficile trasmissione della cultura (nel senso di sapienza) attraverso gli uomini e i tempi, e del suo intrecciarsi con la Storia. L’autore giostra con perizia attraverso i molti piani di lettura dell’opera, ed è capace di dispiegarli senza appesantire il testo, anzi arricchendo di senso un intreccio narrativo serrato, ben scritto, avvincente, divertente nel senso pieno della parola, a tratti entusiasmante.
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Valter Binaghi: degli dèi, degli eroi e degli uomini.

di Paolo Pegoraro

Pare interminabile il piagnisteo circa l’incapacità del romanzo italiano di raccontare grandi storie, lasciandosi alle spalle la stagione dei referti sociologici, della risata funerea che tutto caricaturizza, dei giochi combinatori e delle dietrologie mascherate da noir cosmici. Curiosamente però, quando un romanzo osa per davvero il colpo d’ala, l’appoggio di un grande editore non lo si trova neppure a cercarlo con il lanternino. Neppure quando – come nel caso di questo romanzo – a sostenerlo ci sono firme come Tullio Avoledo, Giuseppe Genna, Alessandro Zaccuri o Giulio Mozzi. E così I custodi del Talismano di Valter Binaghi (ed. Sottovoce, pp. 237, € 13,50), dopo aver pellegrinato di redazione in redazione, esce come primo titolo di una nuova casa editrice, il marchio Sottovoce. E dire che Binaghi non è certo scrittore di primo pelo: di romanzi ne ha già pubblicati otto, portandosi a casa anche belle soddisfazioni di lettori e di critica. Definire “stimolante” il suo percorso sarebbe riduttivo. Redattore della rivista di controcultura Re Nudo negli anni Settanta, aveva accantonato la scrittura per insegnare storia e filosofia nei licei. Per trent’anni. Continua a leggere

TEORIA DELLA LETTERATURA n.1: Come nasce il romanzo. A cura di Giuseppe Panella

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Bouvet et Pécuchard recensisce “1975”

Brutta bestia, l’adolescenza.

Brutto periodo, i ‘70.

Un anno nella vita di Franz Krauspenhaar, ragazzino biondo e minuto, intelligente ma che non si applica. Un anno che si dipana tra noia e paranoia declinando tifo calcistico e politica vissuta come ribellione al rassegnato conformismo borghese, nemico in comune con gli esecrati avversari. Continua a leggere

Liberami dal male – Mario Gelardi

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=9PwI_JHa9j4&fs=1&hl=it_IT]

Il primo romanzo di Mario Gelardi (Ad Est dell’Equatore, 2010).
Siamo in Sicilia. All’inizio degli anni ’90. Marco ha 12 anni e si appresta a varcare la soglia di un istituto religioso perché vuole diventare un prete. Comincia così Liberami dal male, come un classico romanzo di formazione in cui il protagonista è costretto a crescere e ad attraversare la propria linea d’ombra, cercando conforto ai mille dubbi della sua età, nella fede. Ma sarà proprio qui, tra le pieghe di questa fede, che Marco scoprirà che crescere può voler dire precipitare in un tunnel di abusi e sopraffazioni. Don Sergio gli ripete l’unica cosa che potrebbe calmarlo “Non devi parlarne con nessuno, il nostro è un rapporto unico e non è peccato”. Gelardi ricostruisce la vera storia di un bambino prigioniero della sua fiducia negli adulti. Ed è così che il romanzo, pagina dopo pagina, si trasforma in un’impietosa denuncia delle ipocrisie del sistema ecclesiastico. Oggi Marco ha ventisei anni e ha trovato la forza di varcare quella linea. (da IBS)
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Zena Roncada recensisce “Il sentimento prevalente” di Lina Dettori.


“La mattina del 16 aprile del 2009, Cosimo Serra attraversò a passo sostenuto la strada stretta che lo separava da una palazzina dei primi del ‘900, recentemente restaurata sotto l’attento controllo dell’Intendenza alle Belle Arti del Comune di Mèrulas.”

Così prende avvio il nuovo romanzo di Lina Dettori,  Il sentimento prevalente, che, fresco di stampa per i tipi della Iris Edizioni, viene a proporsi, dopo La famiglia immaginaria e Baffi di cacao, come ulteriore testimonianza di una vena narrativa ricca e umorosa. Continua a leggere

Come si scrive un romanzo

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=EtoEbBSp6Nk]

da qui

Prima si scrivevano libri di ogni tipo; oggi uno solo: Come si scrive un romanzo. Mi turba un mondo in cui tutti dicono come si fa una cosa che non fanno. Per scrivere un romanzo bisogna avere qualcosa da dire, aver vissuto. Poi, aver letto. Imparare a cominciare, a continuare e finire da chi ha dato prova di saperci fare con cose come queste. Assimilare gli scarti e le continuità, i ritmi e i cambi di velocità, le sinestesie, le transcodificazioni, i trucchi e le contaminazioni, essere chimici e comici, ragionieri e sognatori, architetti e terroristi, costruire pazientemente mattone su mattone e far saltare tutto in aria in un momento. Continua a leggere

I Cariolanti – Sacha Naspini

Risvolto di prima:
Campagna toscana, 1918. Per non partire soldato nella Prima guerra mondiale, un uomo nasconde suo figlio di nove anni e sua moglie in un buco scavato nel bosco. Lì dentro la famiglia passa quasi tutto il tempo, il padre esce solo per prendere l’acqua e per cacciare, ma a volte il cibo non si trova e allora bisogna affondare le dita nella terra umida per vedere se salta fuori un baco o una radice da masticare, oppure rassegnarsi a mangiare carne umana. Inizia così l’avventura di Bastiano, che cerca di riscattare la sua vita solitaria e animalesca innamorandosi di Sara, la figlia del padrone per cui va a lavorare come aiutante stalliere. Ma il fango quasi mai incontra la luce, e allora finirà per sporcarsi totalmente, uccidere colpevoli e innocenti, scappare, trasformarsi in un animale da preda, perdersi, per poi ritrovarsi anni dopo in quella tana in mezzo al bosco, la sua vera casa.
I Cariolanti è un romanzo di deformazione, selvatico e rabbioso, dove la vera protagonista è la bestialità, non la bestialità malvagia e gratuita, ma quella istintiva e viscerale di chi uccide per sopravvivere. Una favola nera in tredici istantanee dove si respirano atmosfere che vanno da Truffaut a Stephen King, alle Fiabe italiane di Calvino.
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Frammenti di romanzo (La conquista dello spazio 10)

Nella mia stanza non ci sono solo parole già confezionate, ma anche parole da comporre con pazienza, a volte con fatica. Per esempio quelle di un romanzo su don Mario, che sto incubando da tempo e che prima o poi dovrebbe apparire in superficie..

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Il Cardinal *** convocò don Davide tramite la sua segreteria. Il prete, come sempre in questi casi, ebbe un sussulto. Fece una rapida anamnesi per ricondurre alla memoria eventi che potessero risultare sgraditi alle gerarchie ecclesiastiche, ma gli parve di non trovare nulla. Continua a leggere