a cura di Alberto Fraccacreta
AUTO-DEDICA DI FANCIULLA-YTALIA
io serena immagine di dolce Hesperya
chi fui? chi sono?
stanca anima facile
nostalgia orale ho nei vuoti sventrati
non una torre scorgo: ovunque
il tetro statale market-oscenario
vedo, stravedo: ora ho più di un occhio solo
lume esteso fanale per riconoscer la via
traccio le conquistate vie a ritroso
quando stranieri eravamo
sul finale collettivo del mio pianto antico Continua a leggere

