Franz Krauspenhaar (Milano, 1960) ha pubblicato “Avanzi di balera” (Addictions Libri, 2000), “Le cose come stanno” (Baldini Castoldi Dalai, 2003), “Cattivo sangue” (Baldini Castoldi Dalai, 2005), “Era mio padre” (Fazi, 2008), “L’inquieto vivere segreto” (Transeuropa, 2009), “Un viaggio con Francis Bacon” (Zona, 2010). Ha partecipato a numerose antologie di racconti e, per quanto riguarda la poesia, ha pubblicato fra le altre la silloge poetica “Champagne” (Feaci Poesia E-dizioni, 2006), il poemetto “Monoscopio segreto” (Feaci Poesia E-dizioni, 2007) e la silloge “Cocktail K” (Feaci Poesia E-dizioni, 2008). È stato redattore dal dicembre 2004 all’agosto 2008 del blog collettivo “Nazione Indiana”, e ha fondato, assieme a Fabrizio Centofanti, il blog collettivo “La poesia e lo spirito” nel gennaio 2007. Collabora con giornali e riviste scrivendo di letteratura e di costume. È tra i fondatori del nuovo magazine “Torno giovedì”.
La prima domanda è ovvia ma inevitabile: quanto c’è di realmente autobiografico nel tuo romanzo e quanto invece appartiene piuttosto all’autofiction, un genere ultimamente molto di moda?
È un romanzo autobiografico, ma è raccontato come una storia di fantasia. L’autofiction non mi interessa, almeno per ora. In “Era mio padre”, di due anni fa, ho raccontato la verità ma con un tono più lirico e grave. Per raccontare un solo anno della mia vita ho preferito fare qualche disegno a colori sul nero del fondo. D’altronde i grandi dolori non erano ancora arrivati, anche se una noia devastante, dovuta anche ai quei tempi, già m’incappucciava, rapendomi. Continua a leggere


