Di che cosa dovremmo aver paura

di Mihai Mircea Butcovan

Ancora una volta gli ultimi stupri di donne hanno riportato in primo piano, paradossalmente, invece del principio dell’inviolabilità del corpo e della mente delle donne, la questione della nazionalità dello stupratore. Di nuovo si pensa che la violenza sulle donne arrivi quasi esclusivamente con lo straniero, specialmente con il romeno, certamente meno «perbene» di quanto non sia lo stupratore italiano.
Ma urge una riflessione più ampia, prima di finire nelle solite semplificazioni che finora non hanno portato altro che dibattiti e provvedimenti emergenziali, raramente soluzioni concrete che possano invertire la tendenza a considerare la donna, quando non oggetto, comunque soggetto di diritti inferiori.
Perché il periodico «allarme stupri» è soltanto una parte di un più esteso «allarme sicurezza» a cui assistiamo da qualche anno nel Belpaese. Un «allarme sicurezza» che poi sembra giustificare spedizioni punitive e giustizia «fai da te» ma anche l’approvazione di misure restrittive della libertà delle persone in nome della libertà delle persone.
Ricevo in questi giorni molti messaggi di preoccupazione da parte di connazionali romeni. Hanno paura di… quelli che hanno paura e che «per paura», incendiano corpi, negozi, sentimenti e tutto quello che abbia a che fare con l’immigrazione. In questi giorni mi giungono anche molti messaggi di solidarietà. Arrivano da parte di alcuni connazionali italiani. Sono preoccupati per il futuro e per il crescendo dell’intensità di un vento razzista. E hanno loro stessi paura di quella gente che, ben ammaestrata da slogan politici e ben intontita dalla televisione, ha nuovamente paura dei romeni, dello straniero, dello sconosciuto. E forse anche del futuro.
L’efferatezza di certi delitti e di certe violenze non si discute. Ma dovremmo indignarci a prescindere dalla nazionalità dell’autore del reato. Anche quando lo stupratore arriva da cosiddette «famiglie perbene» italo-italiane. Anche quando la donna è molestata nelle case, nei luoghi di lavoro, nel linguaggio e nella «concessione di quote rosa». Mi risuonano ancora in mente le parole di una giovane italiana: «preferisco essere violentata da un italiano invece che da un marocchino».
Vedo in questi giorni alcuni cittadini italiani inclini a ronde di sicofanti, pronti a farsi giustizia da soli, propensi ai linciaggi in strada. Forse c’è la percezione di una giustizia che non funziona?
In Italia non e poi così infrequente vedere altri cittadini impedire alla polizia di eseguire il mandato d’arresto nei confronti di mafiosi o criminali. Forse c’è la percezione di una giustizia che non deve funzionare?
Alimentato da molti leader politici si sta elettrizzando il clima nei confronti degli immigrati. E allora si usano, un tanto al chilo, parole come extracomunitari, clandestini, immigrati, stranieri, romeni, rom, per fare paura e per distrarre l’opinione pubblica. Ma un giorno non basteranno più tali parole per giustificare il degrado progressivo di questo paese.
Sono anni che traduciamo la Costituzione italiana nelle lingue degli immigrati. Vogliamo che la imparino prima o meglio dei cittadini con diritto di voto? E congediamo ancora, con diritto di voto, maturandi italiani verso le università senza aver mai parlato loro della «Legge» per eccellenza. Però molti cittadini chiedono al governo leggi per la sicurezza. E sono lì ad applaudire a leggi che, qualcuno li ha convinti, assicureranno loro… sicurezza.
Nel paese c’è un problema sicurezza? Questo è legato in modo indissolubile agli immigrati e ai romeni? Penso che anche Roberto Saviano abbia un «problema sicurezza». C’entrano gli immigrati? C’entrano i romeni? Anche certi giudici, tutori della legalità, che si chiamavano Falcone e Borsellino, avevano un problema sicurezza. Anche i loro agenti di scorta avevano un problema sicurezza. Senza paura sono saltati per aria insieme ai giudici che proteggevano. Non certo dagli immigrati.
Spesso anche i poliziotti o i carabinieri, nell’eseguire arresti o mandati di perquisizione si ritrovano con un problema sicurezza quando gruppi di cittadini vogliono salvare, questa volta dall’arresto, delinquenti recidivi. Hanno più di un problema di sicurezza i lavoratori e le lavoratrici senza tutele che s’infortunano o muoiono sul luogo di lavoro, quel lavoro che fonda la repubblica democratica e che scompare sempre più nelle fauci di una crisi annunciata.
E nel frattempo la paura dilaga. L’allarme produce paura nei cittadini che poi apprezzano nuove misure per la propria sicurezza. Senza rendersi conto che dentro a quelle misure, che sembrano fatte per «arginare l’invasione degli immigrati», si celano restrizioni della loro stessa libertà. Si dovrebbe, certo, ripartire dalla legalità, questo ci ricordavano i giudici di cui sopra, questo suggeriva anche Roberto Saviano. Ma alcuni loro connazionali non l’hanno presa bene.
Sono costretto ancora a ricordare che la responsabilità è individuale prima di essere collettiva, che non si può condannare un intero popolo, non si possono criminalizzare tutte le persone accomunate dal caso di essere nati in un luogo piuttosto che in un altro, in un paese di benessere piuttosto che di disagio profondo.
Eppure si terrorizza un paese intero con l’allarme sicurezza che deriverebbe dalla presenza di stranieri in Italia. Di questo «terrorismo psicologico» e di questo uso della comunicazione pubblica dovremmo avere paura.
Gli immigrati: quando sono vittime si dimentica la loro nazionalità, quando sono carnefici la loro provenienza viene enfatizzata in modo strumentale. Di questo modo di fare informazione dovremmo avere paura. E reagire con la conoscenza reciproca, che richiede sforzo, spazi editoriali, vetrine e finestre aperte sull’altro. A partire dalle finestre aperte sulla nostra storia. Per non essere costretti a subirla nuovamente, nei suoi aspetti più drammatici. E per non farci più la guerra. Di quest’ultima dovremmo invece avere paura.
Ma pure i miei connazionali romeni dovrebbero ricordare i momenti in cui alcuni di loro chiedevano a gran voce ai giornali italiani di specificare che certi cittadini romeni autori di reato erano «rom». Li avevo avvertiti: sarebbero stati poi vittime dello stesso modus operandi suggerito ai mass media italiani. Che cosa sarebbe successo il giorno in cui i delinquenti sarebbero stati «romeni doc»? Non abbiamo dovuto aspettare molto per scoprirlo.
Gli ultimi provvedimenti in chiave sicurezza minacciano, questo sì, i valori fondamentali della Costituzione italiana. Non l’abbiamo ancora applicata per intero. Si muore ancora, con o senza scorta, per difenderne i valori e già vogliamo cambiarla. Di quest’ultima prospettiva dovremmo avere molta paura.

22 pensieri su “Di che cosa dovremmo aver paura

  1. Rina Accardo

    I fatti parlano chiaro ..purtroppo. Definirli BELVE è il minimo, e non c’è pena che tenga.

    Il malavitoso, a ogni livello, non ha certo una nazionalità, però si dà il caso che gli ultimi fatti sconvolgenti portano a pensare e ad avere un giudizio mirato più severo.
    Vorrei vedere se fosse successo a una figlia di chi sostiene tanto lo straniero ..Gesù diceva “candidi come colombi, acuti come aquile”, dunque avere il paraocchi non è neanche religioso, e che non si tacci di discriminalità chi è cauto nell’accoglienza.

    Rina

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  2. jolanda catalano

    Mi sembra che questo articolo basti a se stesso e alle questioni sollevate.
    Ma l’indignazione è giusta quando in questa Italia che non riconosco, da più parti si tenta di occultare i veri problemi buttando fumo negli occhi.
    Gli stupri non hanno nazionalità e npon c’è cultura o sottocultura che tenga. Purtroppo lo stupro interessa più fasce sociali ed età diverse.

    E si, la paura è quella di vederci imbracati con leggi pensate in fretta e in fretta messe in opera, prima che i cittadini possano accorgersi dell’imbroglio.

    Per fortuna ci sono menti ancora pronte, attente e che non si fanno ingannare.

    Non permettiamo che ci venga rubato il futuro!

    jolanda

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  3. francescomarotta

    Rina, lo stupro è il più efferato crimine contro la persona, un “crimine contro l’umanità”: sempre, a qualsiasi latitudine e quale che sia la giurisdizione di riferimento. Non c’è, e non ci sarà mai, niente che possa anche remotamente giustificarlo o tollerarlo o declassarlo a reato “comune”.

    Detto questo, a me viene da chiederti se hai letto l’articolo, che denuncia, tra le altre cose, insieme alla bestialità del crimine, anche l’abominio giuridico che si consuma ogni giorno sotto i nostri occhi: cittadini dell’unico paese dell’occidente dove un crimine personale (da perseguire con ogni mezzo e da punire duramente, come la legge detta) diventa un reato razziale: praticamente, dal singolo si estende a un’intera comunità, che diventa ipso facto colpevole dello stesso crimine.

    Quando scrivi: “Vorrei vedere se fosse successo a una figlia di chi sostiene tanto lo straniero…”, stai “inconsciamente” ricorrendo alla stessa equazione. Ed è una operazione veramente pericolosa. E non è nemmeno difficile capire perché, visto che “comunemente”, in un paese ormai totalmente incapace di pensare, comporta l’accettazione di un disegno di limitazione delle libertà personali, da una parte, e, dall’altra, la passività indotta, se non complice, di fronte alla caccia all’uomo che una propaganda del genere scatena.

    E poi, perché non proviamo a indignarci, almeno una tantum, di fronte alle cifre (fonte ISTAT, tra le altre) che parlano di centinaia di migliaia di stupri consumati ogni anno, da parenti, amici, conoscenti, tra le confortevoli pareti domestiche? Fanno parte, per caso, dell’ordine “naturale” che contraddistingue la nostra “superiore” civiltà?

    fm

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  4. Mario pandiani

    No, Francesco, non va cancellato, rimanga pure come memorabilia, siamo in un paese in cui la gente pensa così, si richiama al Vangelo e non lo cita correttamente ma, probabilmente, dagli strafalcioni di qualche politico in carica in cerca di accrediti religiosi, in questo caso si può a ragione dire; non è un’acquila.

    C’è una frase nell’articolo che fa rabbrividire; è quella della donna che dice di preferire lo stupro di un italiano a quello di un marocchino, ed è un’affermazione che per quanto iperbolica è significativa di una condizione interiorizzata, quella del corpo come oggetto e merce, sembra non esserci differenza di valore tra l’immigrato che “porta via il lavoro” agli italiani e quello che “usa” una donna.
    C’è anche un’altra cosa che mi viene in mente, a proposito di strafalcioni, è che c’è un legame preciso tra l’incapacità di esprimersi in modo corretto e l’idea che si ha della libertà e in generale dei diritti e della dignità umane.
    La degenerazione politica italiana è visibile (anche) dall’abbassamento del livello linguistico dei politici eletti, quelli che ahimè, fanno le leggi.

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  5. Rina Accardo

    Francesco, io non sono prevenuta per partito preso. Ho anche insegnato agli adulti extracomunitari e ti assicuro che ho trovato delle belle persone, questo per dire che la sensibilità di sicuro non ha nazionalità.

    Ora, l’imputare a una stampa guidata l’innesto di un giudizio di parte mi sembra eccessivo. Sì, leggiamo, ci informiamo, ma è chiaro che in ognuno di noi si forma anche involontariamente, alla luce degli avvenimenti e delle realtà con cui conviviamo, un quadro ben definito.

    Lo stupro è il peggiore dei delitti! Lo urlo perché non abbia seguito.. è deleterio all’anima, e non importa che sia stato un rumeno o il connazionale di turno, so soltanto che è abominevole, e CHIUNQUE sia stato ad essersi macchiato di questo immondo peccato penso non possa avere perdono.
    Mi concedi, Francesco, di diffidare -anche- dello straniero, a prescindere dall’esserne simpatizzante o meno?

    Mi chiedo se la donna vede il problema più nitidamente… mi piacerebbe saperlo.

    Ciao
    Rina

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  6. Rina Accardo

    @ MARIO PANDIANI
    Il commeno n.1 che Francesco chiedeva di cancellare non è il mio. Era di Francesco in risposta ad un primo commento (non mio) subito cancellato. Il mio da terzo è così diventato primo.
    Quindi i tuoi primi sei righi non mi appartengono…

    @ FRANCESCO MAROTTA
    Per evitare di infossare il mio intervento penso sarebbe opportuno tu cancellassi il p.s. dal tuo commento al 3. Grazie

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  7. francescomarotta

    Rina, non sono io che devo o non devo “concedere” qualcosa a qualcuno, quello lo fa già, o dovrebbe farlo, la coscienza di chi esprime il suo pensiero: ho solo ragionato su quello che tu hai scritto, e l’ho messo in relazione con l’articolo postato… Per il resto, la risposta di una donna ce l’hai già nel colonnino, basta leggerla.

    @ Mario

    A scanso di equivoci e per una corretta intelligenza della discussione: il commento che chiedevo di eliminare al n. 1 (ed è stato fatto) era mio: si trattava della risposta ad un precedente scritto (eliminato anche quello) che conteneva un esplicito messaggio xenofobo, se non un vero e proprio incitamento all’odio razziale. Essendo stato cancellato quest’ultimo, il mio restava completamente appeso all’aria e chi leggeva non sapeva a chi o cosa potesse mai essere collegato.

    Su quello che dici, poi, non posso che concordare, aggiungendovi lo sgomento di fronte alla “cecità” di un intero paese (costruita e alimentata ad arte in anni e anni di lavaggio mediatico del cervello e delle coscienze) che non riesce a vedere, nemmeno lontanamente, quale ferita mortale si stia infliggendo alla convivenza civile e alle istituzioni democratiche, quali leggi liberticide si stiano facendo passare, dietro lo schermo propagandistico dell’ “emergenza sicurezza”.

    Il famigerato piano piduista di rinascita “democratica” (sic!) sta sostituendo, l’ha quasi completamente fatto, la costituzione repubblicana.

    fm

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  8. francescomarotta

    Ho postato senza leggere l’ultimo intervento di Rina, esprimendo più o meno la stessa necessità di chiarezza. Non ho possibilità di intervenire personalmente nel mio commento, quindi chiedo anch’io sia tolto il p.s.

    fm

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  9. Mario pandiani

    Ok, ma io sono in genere, comunque, contrario a cancellare i post, anche quelli più violenti, è la comunità che prende atto e può meditare che ci sono persone che pensano in un certo modo e, purtroppo anche agiscono in conseguenza.
    Il secondo commento di Rina mi sembra più “nitido” del primo, che forse nella fretta risultava piuttosto ambiguo nel messaggio, l’abitudine di formulare bene il proprio pensiero è un po’ erosa dalla velocità della rete, ma è meglio vigilare e piuttosto specificare rischiando di essere prolissi, specialmente a riguardo di certi argomenti.
    Comunque sono serpenti, non acquile, quelli del Vangelo, dice; sottili come serpenti.

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  10. Giocatore d'Azzardo

    Sarebbe anche ora di dire che le autorità rumene hanno abbondantemente approfittato dell’apertura delle frontiere per ‘facilitare’ i viaggi all’estero di personaggi non sempre graditi: in parole povere, si sono liberati dei delinquenti. Nell’ultimo anno i crimini a Bucarest, senza nuove leggi, senza un aumento dei controlli della Polizia locale né un incremento del numero dei Poliziotti, sono diminuiti del 36%. Una semplice combinazione oppure qualcosa di più? Qualcuno mi spiega perché dobbiamo essere sempre noi i cattivi? Io mi sono rotto le tasche che questi Paesi, aggregati alla UE in tutta fretta, senza che esistessero i presupposti politici, culturali ed economici, continuino a fare i porci loro offrendo un minimo di collaborazione (per capire quanti delinquenti hanno esportato) solo dopo mesi di richieste ufficiali/ufficiose e utilizzino, strumentalmente, la parola razzismo per farsi i porci loro e scaricare le loro colpe.

    Qualcuno glielo dirà chiaramente prima o poi oppure, a fronte dei delinquenti che hanno imbarcato, direzione estero, continueremo a trattare questo fenomeno solo come ‘un caso’, utilizzando e stiracchiando i soliti luoghi comuni? Alla fine, a rimetterci, sono i tanti onesti che emigrano per cercare una vita migliore e che si ritrovano marchiati per colpa di una scelta politica molto discutibile e che nessuno ammette chiaramente.

    Blackjack.

    PS: per avere una conferma sulla diminuzione dei crimini in Romania, è sufficiente andare sul sito del Ministero degli Interni Rumeno e confrontare i dati pre e post apertura delle frontiere: impressionanti!

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  11. Giocatore d'Azzardo

    Ah, il Signor Mihai, che sicuramente conosce molto bene questa situazione, dovrebbe togliersi la mascherina del politicamente corretto e iniziare a raccontare i fatti come sono e smetterla di prenderci in giro descrivendo chiaramente le scelte politiche fatte dalla Romania all’apertura delle frontiere. Qui, se c’è qualcuno razzista, sono i politici Romeni (andate in Romania e chiedete dei ROM per conferma) e chi copre il loro operato spalando la loro merda, come diversivo, in tutte le possibili direzioni.
    Chiedere, in merito, a Germania e Francia (e altri Paesi) che, meno coglioni dell’Italia, se ne sono fregati del trattato di Shengen e continuano, tutt’ora, a contingentare e controllare attentamente, l’ingresso dei Rumeni nei loro Paesi.

    Blackjack.

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  12. Subhaga Gaetano Failla

    Be’, siccome si parla qui (anche) di profonda distorsione dell’informazione, di riduzione di fatti complessi a stereotipi, di insulse confusioni da talk show, di potere orwelliano sulla realtà, che almeno ci sia precisione e un accordo sulla frase evangelica citata inizialmente e poi corretta in un successivo commento. Io ho trovato il seguente brano:
    Vangelo di Matteo 10.16
    Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.

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  13. enea

    GIOCATORE D’AZZARDO, … non fare il furbetto….

    dal quotidiano milanese: CRONACA QUI del 12 Febbraio 2009

    titolo in prima pagina:
    EMERGENZA : 68 GIOVANISSIMI STUPRATORI IDENTIFICATI.

    sotto titolo:
    110 RAGAZZINE VIOLENTATE – L’ORRORE FINISCE SU INTERNET.

    L’allarme arriva dalla Procura dei Minori.
    Spesso le vittime e i carnefici sono storditi da alcool e droga ecc.

    L’articolo mette in luce un situazione legislativa veramente allarmante sugli stupri minorili, ed è che, per tale reato, non possono essere punibili i minori di anni 14.
    Come dire: se hai 13 -12 – 11- anni fai pure, non sei punibile.(forse perché hai il pisellino ancora piccolo e la violenza è solo per metà?)*____*(

    Da notare che gli stupratori sono tutti rigorosamente italiani come le loro vittime, le quali chiedono per lo stupro subito (le ragazzine), la visita medica per sapere se rimaste incinte o no.

    Il tutto è avvenuto durante la campagna anti-romena sortita dai facinorosi destroidi romani, (tipo Cuore Nero) che hanno l’ordine di aizzare il terrore per sgombrare l’Italia dagli stranieri.

    Giocatore…Qui conviene tirare giù la maschera dell’ipocrisia… non trovi?.

    Ma ora, come procediamo con questi nostri 68 maschietti minorenni?

    Li sterilizziamo, gli riempiamo di botte, li linciamo… oppure gli diamo 15 anni a testa di galera come dice la proposta di legge Antistupro delle Mini-strella ( o Menestrella) Scarfagna?

    E poi… come mai in passato non si è mai intervenuto sulle giovani prostitute romene, albanesi, macedone, polacche, ucraine ecc. quando allegramente si faceva la fila per averne una per 10 minuti almeno? Eppure Roma era piena di quelle ragazzine.. anzi.. strapiena. Non pensi che quelle ragazze avesser dei genitori? Vittime del Capitalismo?

    Con la crisi economica che avanza, le prostitute dell’est rimandate a casa, la mancanza del salario… come facciamo a soddisfare la domanda degli sfigati e dei poveri che non possono permettersi le grazie di una donna carina e consenziente?
    Gli consigliamo la masturbazione a vita? E fino a quando la reggono?

    poi…

    Gaetano … Gaetano… se nomini Cristo come maestro di vita, allora rileggiti bene il Vangelo secondo Giovanni quando Cristo gli dettò:” …io Cristo, verrò sotto forma di Ladro, di Prostituta… fratello che uccide il fratello… padre che uccide il figlio… ecc. ecc..

    Secondo te quell’anatema, Cristo lo ha detto perché offeso dal trattamento che gli abbiamo riservato oppure perchè troppo lucido di testa?

    ciao

    enea

    Rispondi
  14. Giocatore d'Azzardo

    Enea: non mi riferivo SOLO agli stupri. La violenza sulle donne, nonostante il clamore degli ultimi giorni, ha ben altre radici e non può essere ‘curata’ solo con la repressione, anche se, per un delitto così ignobile, sarebbe ora che una giusta pena fosse finalmente applicata senza sconti. Ciò non toglie che il governo Romeno abbia favorito e favorisca tutt’ora la fuoriuscita dal suo territorio di molte persone “problematiche” e, solo dopo molti mesi, si è degnato di offrire un minimo di supporto, spedendo qualche documento e inviando qualche poliziotto locale a supporto.
    Per non parlare del giro di passaporti falsi che va avanti da ANNI (le ambasciate erano addirittura ingolfate prima dell’ammissione della Romania alla UE) e che è solo rallentato nell’ultimo periodo e dopo l’ammissione nella UE. Se ti serve un passaporto Romeno e hai le giuste conoscenze, te ne rilasciano uno originale, ma falso (va da sé), con una cifra intorno ai 2.500 euro.
    Continuare ad ignorare un simile atteggiamento politico è inammissibile e, prima o poi, qualcuno dovrà prendersi la briga di dire a questa gente che o si danno una regolata, rapidamente, oppure corrono il rischio di essere ributtati fuori.

    Non gli fa piacere sentirselo dire? Ma chi se ne frega: è ciò che fanno e continuano a fare, da quelle parti, molti funzionari pubblici, con il supporto ‘silenzioso’ del governo locale. L’unica differenza è che da qualche mese operano in modo meno evidente e curando un po’ meglio la forma.

    Blackjack.

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  15. Giocatore d'Azzardo

    Ah, non ho grandi problemi nel fare ammissioni simili anche perché conosco, personalmente, parecchie persone, ora residenti in Italia, che hanno utilizzato questo ‘trucco’ per bypassare i vari permessi; per lavoro, gironzolo in quei Paesi dal ’93 e penso di aver accumulato una discreta conoscenza dei meccanismi locali. Qualcosa di simile, succede, anche se non in modo così evidente, anche con i passaporti della Repubblica Ceca e della Slovacchia; costano solo un po’ più cari (fra i 3000 e i 5000 euro).
    Non serve essere molto esperti per scoprire questo giro, basta andare in un’Agenzia viaggi di quei Paesi e chiedere il visto per un Paese UE. Quasi sempre il primo visto è rifiutato di default, al secondo giro e dopo averti valutato, l’Agenzia ti offrirà la “scorciatoia” e, in meno di un mese, diventi automaticamente uno/a che non ha più bisogno di visti.
    Chi pensi che sia in grado, in quei Paesi, di disporre di cifre simili? Quelli che cercano un posto di lavoro onesto?

    Se vuoi farti due risate: solo qualche mese fa era più semplice e rapido, in Ucraina ad esempio, ottenere un passaporto in questo modo del loro passaporto ufficiale: il Governo Ucraino era rimasto senza soldi e non aveva pagato la società che forniva la carta da utilizzare per i passaporti. Niente soldi, niente carta, niente passaporto Ucraino ufficiale, ma quelli ‘farlocchi’ non sono mai andati in crisi.

    Blackjack.

    Rispondi
  16. Subhaga Gaetano Failla

    Enea, ho precisato le parole di Cristo (e i Vangeli li ho letti e riletti, anche il cosiddetto e importante quinto Vangelo, quello di Tommaso, il quale è un testo del tutto integro: prova a chiedere a qualcuno, anche a coloro che si ritengono cristiani, perchè è considerato apocrifo, seppure molto simile a quelli canonici, e dimmi poi quante persone ti risponderanno con cognizione di causa. Per il resto non fare ipotesi gratuite sulle mie parole, please, altrimenti il discorso prenderebbe strade divergenti aggiungendo confusione a confusione) perchè paradossalmente il dialogo che avveniva qui sembrava riflettere ciò che avviene in Italia: espressione di stereotipi, imprecisioni, processi di stigmatizzazioni, generalizzazioni e riduzioni di fenomeni complessi ad elementi privi di senso. E soprattutto rischiava di riflettere quelle fumisterie da talk show evidenziate recentemente da Walter Siti su un quotidiano – che ben rappresentano il modo d’oggi di trattare anche le tematiche più importanti – finalizzate alla disintegrazione della discussione, al nulla d’una finzione incessante. E nel suo mirabile “Italia De Profundis” Genna scrive che il “programma” televisivo più seguito dagli italiani è lo zapping: la rappresentazione del nulla. Nel mio commento precedente esprimevo la necessità che almeno su un brano evangelico ci fosse concordanza e precisione… E andiamo al nocciolo della questione. Nel disfacimento dell’attuale Italia berlusconiana, la finzione creata dal populismo mediatico è la realtà dominante di questo impero orwelliano. Per dirti che in sostanza sono d’accordo con te, nel sottolineare quanta distorsione vi sia nella cosiddetta informazione.
    Secondo i dati riportati dall’Istat, aggiornati a poco più di un anno fa, il 90% degli stupri sono compiuti dagli italiani, e la maggioranza delle violenze sessuali avviene in casa: il 69% delle violenze sessuali sono opera di partner, mariti e fidanzati. Solo il 10% sono attribuiti a stranieri. “E invece l’immagine è di stupri per le strade a opera di immigrati,” aggiunge Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell’Istat (riporto tale brano dal “Corriere della Sera.it” del 10 dicembre 2007). “Non fare i conti con le statistiche in Italia” dice ancora la Sabbadini “può orientare in modo errato le priorità e il tipo di politiche.”
    Dopo poco più di un anno eccoci qui infatti, all’oggi: con l’istituzione fresca fresca, con decreto legge, delle ronde (da parecchio tempo nei piani di certi gentlemen della Lega) e l’estensione da 2 a 6 mesi della permanenza degli immigrati nei centri di identificazione e di espulsione (Cie). Penso che ancora molti di noi abbiano almeno un parente che vive in qualche luogo del pianeta, conosciuto o mai visto, sparito dall’Italia diversi decenni fa a causa dell’emigrazione. Basterebbe un po’ di empatia in più, senza rimanere vittime dei tentacoli mediatici e dell’assuefazione che ne è la conseguenza più subdola e pericolosa.

    Rispondi
  17. Mario pandiani

    Si, Blackjack, ma il post era sullo stupro, non sull’immigrazione clandestina o con documenti comprati, la corruzione della pubblica amministrazione non è minore in Italia che in Ucraina o in Romania, se vogliamo continuare con le citazioni evangeliche, siamo in mano a farisei e publicani qui come là, e non vedo come un paese corrotto possa fare le pulci ad un altro paese corrotto, è più probabile uno scambio di favori.
    Dunque quello che ha ricordato Enea è la realtà dei fatti riguardo la violenza sessuale in italia, discoteca e mura domestiche fanno la parte del leone in questo sport, mentre gettare addosso ai Romeni, o indistintamente agli immigrati (come se non ci fossero differenze tra loro), la responsabilità della violenza nelle nostre città è un mezzo di propaganda politica vecchio e collaudato.
    Conosco numerosi romeni, lavoratori e onesti, magari un po’ sciovinisti, ma chi non lo è, la comunità romena di torino è oggi una risorsa, molte piccole imprese di artigianato edile, imprese di pulizia sono gestite da loro, non peggio che da italiani e spesso meglio.
    C’è da dire invece che un sacco di ragazzi che arrivano dalla Romania con una buona educazione, studi ben condotti e buona indole, a contatto con questo mondo si rovinano e perdono presto le buone abitudini.
    Da qui a dire che i romeni sono violentatori ne passa.

    Rispondi
  18. enea

    Egregio Giocatore, non so lei quanti anni abbia, ma quando cadde la Romania di Ciaucesu io c’ero.

    Se le destre stanno sollevato la questione romena, dando delle risposte violente alla violenza di alcuni romeni, è perchè dietro c’è una nostra invasione ai danni dei romeni mai sanata. La straordinaria capacità combattiva dei soldati romeni è ben nota dal 1989, (quasi 21 anni fa), quindi mi meraviglio quando certi estremisti di destra vorrebbero combattere ciò che hanno prodotto loro stessi in Romania.

    La caduta rapidissima di Ciausesku, arrestato la sera, processato la mattina e fucilato nel pomeriggio, ai romeni non va giù ancora oggi. Nella coalizione per abbattere il governo comunista di Ciaucescu, c’eravamo anche noi italiani. Non a caso i nostri industriali sono li che se la spassano allegramente affamando i romeni.

    Le nostre bugie di “vita migliore” si sino rivelate delle sonore “balle” e questa, i democratici romeni non ce la perdonano.

    Nel 1992, i soldati romeni, spogliati della divisa militare e in “missione speciale”, contaminarono con pezzi metallici radioattivi le banche svizzere, e per anni, ai romeni fu interdetto di attraversare la Svizzera. Potevano solo sorvolatola. Sono solo cinque anni che possono attraversarla senza sostare. Inoltre furono il terrore degli abitanti delle villette tedesche. Tutte le notti attraversavano il confine seminando panico tra gli abitanti del confine. Alla mattina rientavano dalle scorribande. Le loro prostitute venivano ingaggiate a suon di schiaffoni e in nome della Patria. Mentre gli assatanati di danaro (i capitalizzati dal notro sistema illusorio), passavano a maniere ancor più forti, fino alla minaccia di morte. Si potevano trovare prostitute delll’Est dalle vetrine di Amsterdam fino ai bagni turchi di Istambul e negli hotel ricchi degli Emirati, ricordandoti anche che molte di esse erano laureate e a pieni voti.

    Il compito militare era, “espropriare capitale” dai paesi capitalisti e a tutti i costi per riuscire a comperare i lembi di Stato privatizzati da padre Bhush prima che andassero nelle mani nostre, della Germania, Giappone o Stati Uniti. Il Dollaro e il Marco tedesco furono la loro moneta fissa per molti anni.

    Dopo la cacciata del comunismo, la Romania si trovò con il sedere per terra, ricordandoti che l’abbandono dei minori da parte dei genitori che non avevano da mangiare, erano di centinaia e al giorno. Arcinoti erano i tombini della capitale, perchè alla mattina non uscivano topi o scarafaggi, ma bambini che di notte si scaldavano sottoterra, e per non farsi rubare gli organi, sniffavano crak. Non c’era limite d’età per il crak. Chiunque voleva salvarsi doveva sniffare, mentre le bambine si prostituivano per 5 dollari. I loro migliori clienti erano i caschi azzurri e le forze Nato (noi compresi).

    Ora quei bambini e bambine, sono diventati grandi. Eccoteli qui!!
    A questo aggiungi pure al’influenza culturale slava dovuta al tracollo di tutti i paesi slavi intorno, Jugoslavia compresa.
    Quei barbari li abbiamo creati noi, ora godiamoceli. *____=

    Un consiglio personale?
    O sloggiamo dalla Romania prima che sia tardi, o facciamoceli amici , da ubriachi sanno essere anche dei gran simpaticoni.

    ciao

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  19. Giocatore d'Azzardo

    @Mario, sono quelli come te che, in buona fede, paragonano la corruzione italiana a quella di altri Paesi, che favoriscono poi questi ‘minestroni’ mediatici senza senso e che allontanano la percezione dalla realtà. La corruzione in Italia è ANNI luce distante da quella di questi Paesi, per nostra fortuna.
    E’ proprio per difendere le persone rumene di ‘buona indole’ (ne conosco molte di più di quelle peggiori) che è necessario definire dei distinguo netti e chiari. Ma, per paura di offendere (offendere chi non è ben chiaro) non si dicono mai chiaramente le cose come stanno.
    Così come succede per la violenza carnale, ora addossata tutta ai rumeni (non senza qualche ragione e chiedere alle donne che vivono in Romania per chiarimenti) in modo da ‘oscurare’ le violenze casalinghe.

    Fino a quando non impareremo a parlare chiaramente, di tutti, senza nasconderci dietro a frasi di circostanza e al ‘in fondo siamo tutti buoni’, non usciremo mai da questo gorgo di illazioni.

    @Subhaga: solo il 10% sono attribuiti a stranieri. Vero. Se consideri che la popolazione straniera in Italia non arriva al 5%, o lo supera di poco, stai affermando che quel 5% (circa 3 milioni di persone) compie il 10% degli atti di violenza carnale: uno sproposito se ponderi i numeri! Qualcosa che non quadra c’è e quel qualcosa deve essere cercato da qualche altra parte e, per favore, smettetela di raccontare la barzelletta dell’Italia razzista: non è quella la causa.
    Poi, caro Subhaga, assieme a tanti altri evoluti di sinistra, mi hai proprio rotto le tasche con la tua tesi del ‘popolo ignorante’ che vota Berlusconi; qui, fino a prova contraria, gli ignoranti sono quelli di sinistra che, a fronte di una presunta intelligenza superiore, continuano ad autodemolirsi e non sono in grado di cacciare una classe dirigente vuota e senza senso che li sta portando alla rovina. Datevi una mossa: un’opposizione seria serve e non la costruirete giustificandovi guardando gli altri e beandovi delle presunte debolezze altrui. Gli altri, di voi falliti, se ne fregano e vanno per la loro strada: non contate più nulla. Quelli rimasti senza ideali siete voi e, se non fosse ancora chiaro, è giunta l’ora, se non volete correre il rischio dell’estinzione, che ve ne rendiate conto e facciate delle scelte nette decidendo chi e come vi deve rappresentare; magari senza ricorrere al solito florilegio di insensate sigle e siglette, buone solo ad alimentare circuiti chiusi che non servono a nulla se non a chi ne fa parte.

    Blackjack.

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  20. Giocatore d'Azzardo

    Enea, sei riuscito, in poche parole, a vomitare il peggio di tutti i luoghi comuni, con la solita balla che i rumeni violenti sono un’invenzione italiana: i rumeni violenti sono figli del regime comunista della ex URSS. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, per favore. Non me ne frega nulla di quanti anni hai e l’età non vuol dire conoscenza (se non l’hai ancora imparato è ora che ricominci a studiare invece di sparare sentenze) e per conoscere, conosco solo un modo: alzare le chiappe dalla italica sedia e andare a vedere di persona. Oppure ritieni affidabili i resoconti, tutti, della stampa italiana e le quattro baggianate che pubblicano i nostri giornali sulle vicende non ‘italiche’?

    I bimbi abbandonati sono la NORMA anche ora, solo che non li trovi alla Gara (la stazione), ma li hanno cacciati perché non diano fastidio e non sono quelli che arrivano da noi: quelli muoiono prima di diventare adulti! Quelli che ci ha gentilmente scaricato la Romania, e continua a farlo anche se con più tatto, sono delinquenti, mafiosi, ex dei servizi, gente che nemmeno loro vogliono in casa. Possibile che siate così obnubilati dalle vostre ideologie da sedia a dondolo e discussione equanime da PC, dal non riuscire a vedere nemmeno l’evidenza?

    Sono decenni che ripeto, in tutti i luoghi, anche quelli che ‘contano’, che la colpa dello sfacelo degli ex paesi satellite dell’ex URSS è dell’Europa che non ha avuto il coraggio di approntare l’equivalente di un piano Marshall: anni. Non mi venga a raccontare la barzelletta di quei 4 disgraziati imprenditori che, sperando di fare business, sono finiti in Romania. Business non ne hanno fatto e hanno solo rimediato qualche scopata sottocosto e qualche amante in più a sfruttarli.

    Please, non mescoli la Jugoslavia con la Romania e provi, anche solo per curiosità, ad andare a chiedere un passaporto falso in Serbia o in Croazia, ma si porti una schiera di buonissimi avvocati. Vede, caro Enea, mescola mescola, ma racconta un sacco di imprecisioni e, anche se quando hanno ammazzato Ceausescu (con troppo ritardo) ha visto le trasmissioni in TV, continua a non conoscere nulla di quei Paesi e l’avere una certa età non aiuta. Oserei dire che è uno svantaggio: la memoria cmabia e si ricorda solo il passato.

    Blackjack.

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  21. Subhaga Gaetano Failla

    Giocatore D’Azzardo, il riferirmi ai dati Istat e alle dichiarazioni del direttore dell’Istat vuole mettere in evidenza come lo scenario che si costruisce è una rappresentazione di stupri e altre violenze compiuti quasi eslusivamente da persone immigrate, del tutto lontana dalla realtà dunque, una distorsione tuttavia che diviene utile strumento per la ferocia organizzata culturalmente e politicamente. Per il resto, certi toni e stili di dibattito, così in voga tra mass media e Governo, che si riflettono nella vita quotidiana, non fanno che confermarmi purtroppo la catastrofe in cui è precipitata l’Italia.

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