Appena sveglio
Sembra, che debba entrare a far parte anch’io
Della teoria del mazzo di carte
Una volta in acqua ho incontrato il lamento di una medusa
La terra trasuda pini e tombe insieme
Un cumulo di ossa che nemmeno gli dei hanno saputo collocare
Ci nascondiamo nella paura
È quel che ci riesce meglio
Il viaggio di Dante non è per niente finito
Era l’introduzione per presentare il mondo
Prima dell’avvento del sole dopo la fine dei ghiacci
Ho avuto in sorte foglie e roveti
Proprio come in questo caso, non volevo staccare queste parti
È stato un errore di digitazione
Una porta aperta per caso
Un puro fraintendimento
Solo le rose hanno resistito alla neve
Non ricordo se ne trovarono all’inferno
Tra le rovine o in un giorno pieno di sole
Virgilio aveva il fiato corto
Inciampava tra le parole come fossero rocce
La stessa pace di un cimitero di provincia americana
Con il rumore del grano
La stessa pace di un cimitero di provincia italiana
Con la stessa luce di bellezza
So bene anch’io che non a tutti è data la veggenza
Di avere un terzo occhio
Di avere una diversità
Di come l’amore non tolleri intrusioni più del potere
Ben presto saremo ombre che si aggireranno per casa
Soggetti per racconti
Di novembre mi piacciono solo i crisantemi
Perché sopportano la pioggia
Mi concedo il diritto di giudicare un mese in rapporto ai miei ricordi
Dal cielo mi insegue una stella
“ogni dono è diverso da ogni dono”
“non so nulla su tutto quell’oro”
È andata così
Del resto in un sogno colorato era già accaduto
Il labirinto incombe
Appena sveglio il giorno dopo
Sono stati due mattini uguali
Con le stesse notizie dei telegiornali
Lo stesso caffè
La stessa ora
Una terra oscura
Un uomo vestito di nero si vantava del potere delle rose
Ha inventato una storia bellissima
In un angolo dell’anima c’era un vecchio leone
Dall’altra il filo spinato
Mi ha accolto con freddezza
Forse non voleva intrusioni
Mi ricordo di aver parlato con mia moglie
Di un dinosauro che parlava il greco
E il dialetto dei moicani
Gli occhi avevano alberi e cielo da guardare
C’era una bolla d’aria e giocatori di scacchi
Una cosa così
I pesci grandi mangiano i pesci piccoli
Le formiche trasportano due granelli alla volta o anche quattro
Un carro non riesce a sfuggire come gli altri
Benché abbia sei ruote
Capisco bene che tra un po’ bisognerà svegliarmi dal fondo
Non voltarti verso la luce, mi dimenticherai
Dall’indomani all’alba non passa che un minuto o due
Tra me e te c’è un inezia, come mille miglia
Il grifone ha perso le ali, in prospettiva ci attende il ritorno del focarius
Le lucciole erano insieme a macchie di mirto
Al cavaliere spettava la misericordia
Il grillo non parla più
Nessun interrogatorio delle nuvole da parte di uno sciamano
Disperatamente cerco la stessa pace
Vale vivere, non vale morire
Questa è la parte che mi piace meno
Un tenero barbaro si aggira per la foresta
Come mille anni prima, come mille sogni prima
Allora le lacrime sul cuscino sono vere,cadute dal sogno
Ho più stelle di quante ne possedevo l’ultima volta che ci incontrammo
Ho imparato presto che quando si rimane soli l’amore si diffonde
Con gli anni ho imparato a fissare lo sguardo nel buio

mi piace molto l’originalità di queste composizioni frizzanti e
amare al contempo, perchè nascondono una vena di saggezza realistica ispirata ai più grandi, che mi sembra di cogliere a sprazzi, Dante e Eliot in primis.
fantastica questa:
“Il grillo non parla più
Nessun interrogatorio delle nuvole da parte di uno sciamano
Disperatamente cerco la stessa pace”
Complimenti 🙂
C.
bellissime queste poesie, soprattutto mi piace il tono meditativo e al tempo stesso straniato (“Sembra, che debba entrare a far parte anch’io / della teoria”, “Mi concedo il diritto di giudicare un mese in rapporto ai miei ricordi”, “una cosa così”), come se il poeta fosse una persona accanto alla persona.
un saluto,
r
“Colpito e affondato”, Carmine: due testi notevoli per ideazione, resa stilistica, sapiente alternanza di timbri e ritmi e, soprattutto, per lo splendido ed espressivo lavoro di intersecazione di pensiero e immagine, di riflessione e canto: due piani che si rovesciano naturalmente l’uno nell’altro, azzerando la linea di confine che li separa e li contrappone. Complimenti.
Un caro saluto.
fm
visionaria, che produce visioni
e sicura, al punto da seminare dubbi
grandissimi momenti su LPELS
effeffe
tutte queste immagini giustapposte si fanno divorare. ma non sono giustapposte: fili sottili le legano, fili anche di reminiscenze poetiche. il grillo e questa andatura tra il sogno e la veglia e l’incipiente realtà mi hanno fatto pensare a “a liuba che parte” di montale. d’altra parte la filiazione che carla in #1 percepisce con dante e eliot è inevitabile includa negli echi anche il grande ligure. quando leggo poesia ed essa mi “parla” im-mediatamente – sarò tornata su posizioni primitive arcaiche classiche essenziali, può darsi – ma mi sento a casa e sono infinitamente grata al poeta che ha sentito per me.
grazie.
“Ho imparato presto che quando si rimane soli l’amore si diffonde
Con gli anni ho imparato a fissare lo sguardo nel buio”
Davvero belle.
Complimenti.
Molto belle. Complimenti grandi come sempre.
scandagli la realtà attraverso la visione, è come se ogni cosa reale venisse da te filtrata da una sorta di altro sentire che mescola la percezione al sogno, dando vita ad un miscuglio di immagini che si susseguono freneticamente e con gusto moderno, ma che risvegliano, in chi ti legge, quel senso d’antico “pathos” proprio della poesia “alta”.
Ricca di richiami e metafore, la tua poesia ci immerge e ci affoga nello sgomento del senso maliconico dell’inutilità delle cose, della caducità dell’esistenza che solo raccoglie in sé il suo senso nel sentimento d’empatia tra le cose dell’universo.
“…
Ho più stelle di quante ne possedevo l’ultima volta che ci incontrammo
Ho imparato presto che quando si rimane soli l’amore si diffonde
Con gli anni ho imparato a fissare lo sguardo nel buio”
Ammiro la maturità e profondità del tuo sentire e far sentire.
un abbraccio, poeta.
natàlia
Un inanellarsi aforistico che nel non senso trova un senso zen, piaciute, bravo Carmine, V.
sono sorpreso e felice di essere approdato su queste pagine
un grazie a fabrizio che ha voluto che qualcosa delle mie piccole parole apparisse su lpels.
i commenti mi confondono e allo stesso tempo danno gioia per aver trasmesso qualcosa un soffio una deviazione un attimo sospeso nel tempo un battito d’ali
piccole cose ma importante è sentirle
grazie davvero a tutti è un bel giorno per me e ancor più bello essere con voi
c.
grazie a te, Carmine.
è un bel giorno anche per noi.
un dolore che non si ripiega mai, che resta dignitoso dentro versi robusti e visionari – attaccati alla realtà di certe emozioni.
“Solo le rose hanno resistito alla neve”
la semplicità formale arriva a disarmare il lettore per la sua potenza.
Complimentissimi, Carmine
anche qui …
La poesia di Carmine restituisce significato alle cose attraverso un rispecchiamento onirico pacato e inquieto allo stesso tempo. Versi dal grande respiro, poeta di una luce preziosa.
Abele
Ma che bello, e che bravo. Ecco un poeta che vorrei ritrovare su LPELS.
Davvero belle, aperte, morbide, colme di un pathos interno che fa venire i brividi.
Complimentia carmine e a lpels
jolanda
davvero belle. complimenti.
siamo sempre lì: in un modo o nell’altro
“il viaggio di Dante non è per niente finito”
Le parole di Carmine fanno pensare ad uno sguardo che va oltre le immagini ed a una riflessione che va oltre i singoli istanti.
devo essere un po’ più svelto a pubblicare “le novità”…e sono due dopo la crozzoletti da gugl perdo la pol position con il vitale, vabbè è colpa mia.
vi segnalo che molto, molto presto (tra domani e dopodomani)potrete ascoltare la voce di Carmine su oboe(permettetimi almeno la marchetta…)
autore che devo dire ho avuto modo di conoscere qui con un bel commento poetico su una discussione poco poetica qualche tempo fa…
un saluto caro a tutto al cento in modo particolare…
red
ciao corsaro.
c’è tempo.
ringrazio qui chi non ho avuto modo di contattare
le vostre parole danno gioia e serenità
ne auguro di cuore a tutti voi
un saluto
c
torno a leggerti e sorrido e piango, ed è bellissimo.
Darei una gamba vera (più una di legno) pur di avere la metà del tuo talento. Solo questo. Ora vado, la mia nave attende. Quando sono in mezzo alle onde alte, i fantasmi faticano a raggiungermi 🙂
nel frattempo hai mani dolci e gentili
grazie
e poi le onde sono comunque in ogni destino
è solo mare da attraversare
un caro saluto
c.
che bellezza!
canto e controcanto, il soffio di masters e dei grandi masters.
e semplice e potente come solo i grandi.
schillo,grazie per questo soffio di vento
c.
Pri,a lettura poetica dell’anno. primi segni di vita da coltivare avanti nel tempo.
grazie, Glò
“Ci nascondiamo nella paura. E’ quel che ci riesce meglio”.
Nascondermi è sempre stata la cosa che mi riesce meglio. Dovrei ricordare più spesso che “vale vivere, non vale morire”.
E imparare a “fissare lo sguardo nel buio”.
Senza paure.
Bellissima. Grazie.
R.
grazie a glò e roberta per la lettura
un aaugurio per un sereno 2010
c.