14 pensieri su “Perché dovrei continuare a scrivere?”
fides&ratio
È fuggita l’estate, più nulla rimane.
Si sta bene al sole,
eppure questo non basta.
Una foglia dalle cinque punte
mi si è posata su una mano,
eppure questo non basta.
Né il bene né il male sono passati invano,
tutto era chiaro e luminoso,
eppure questo non basta.
La vita mi prendeva sotto l’ala,
mi proteggeva, mi salvava: ero davvero fortunato,
eppure questo non basta.
Non sono bruciate le foglie, non si sono spezzati i rami,
il giorno è terso come il cristallo,
eppure questo non basta.
“La debolezza è potenza, e la forza è niente. Quando l’uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte e rigido, così come l’albero: mentre cresce è tenero e flessibile, e quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell’esistenza.”
DOVE CORRE QUESTA CERVA
SCRITTA IN UN BOSCO SCRITTO?
AD ABBEVERARSI A UN’ACQUA SCRITTA
CHE RIFLETTE IL SUO MUSETTO
COME CARTA CARBONE?
PERCHÉ ALZA LA TESTA
SENTE FORSE QUALCOSA?
POGGIATA SU ESILI ZAMPE
PRESE IN PRESTITO DALLA VERITÀ
DA SOTTO LE MIE DITA RIZZA LE ORECCHIE
SILENZIO – ANCHE QUESTA PAROLA
FRUSCIA SULLA CARTA E SCOSTA
I RAMI CAUSATI DALLA PAROLA «BOSCO».
SOPRA IL FOGLIO BIANCO SI PREPARANO AL BALZO
LETTERE CHE POSSONO METTERSI MALE
UN ASSEDIO DI FRASI
CHE NON LASCERANNO SCAMPO.
IN UNA GOCCIA D’INCHIOSTRO C’E UNA BUONA SCORTA
DI CACCIATORI CON L’OCCHIO AL MIRINO
PRONTI A CORRER GIÚ PER LA RIPIDA PENNA
A CIRCONDARE LA CERVA A PUNTARE.
DIMENTICANO CHE LA VITA NON È QUI.
ALTRE LEGGI NERO SU BIANCO VIGONO QUI.
UN BATTER D’OCCHIO DURERÀ QUANTO DICO IO
SI LASCERÀ DIVIDERE IN PICCOLE ETERNITÀ
PIENE DI PALLOTTOLE FERMATE IN VOLO.
NON UNA COSA AVVERRÀ QUI SE NON VOGLIO.
SENZA IL MIO ASSENSO NON CADRÀ FOGLIA
NÉ SI PIEGHERÀ STELO
SOTTO IL PUNTO DEL PICCOLO ZOCCOLO.
C’È DUNQUE UN MONDO
DI CUI REGGO LE SORTI INDIPENDENTI?
UN TEMPO CHE LEGO CON CATENE DI SEGNI?
UN ESISTERE A MIO COMANDO INCESSANTE?
LA GIOIA DI SCRIVERE.
IL POTERE DI PERPETUARE.
LA VENDETTA D’UNA MANO MORTALE.
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È fuggita l’estate, più nulla rimane.
Si sta bene al sole,
eppure questo non basta.
Una foglia dalle cinque punte
mi si è posata su una mano,
eppure questo non basta.
Né il bene né il male sono passati invano,
tutto era chiaro e luminoso,
eppure questo non basta.
La vita mi prendeva sotto l’ala,
mi proteggeva, mi salvava: ero davvero fortunato,
eppure questo non basta.
Non sono bruciate le foglie, non si sono spezzati i rami,
il giorno è terso come il cristallo,
eppure questo non basta.
(dal film)
buonanotte, fabry
f&r
molto bella, Fides.
grazie.
non è una poesia del padre di Tarkovskij?
Da!
La trovi in: Arsenij Aleksandrovic Tarkovskij, Poesie scelte, Milano, Scheiwiller, 1989.
fm
grande Francesco.
ciao Joseph.
http://www.youtube.com/watch?v=3PuZEhQiu5Q
“La debolezza è potenza, e la forza è niente. Quando l’uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte e rigido, così come l’albero: mentre cresce è tenero e flessibile, e quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell’esistenza.”
e grazie per l’integrazione, Lucifero.
bella domanda…
Questa bellissima poesia la dice anche l’intensa e misteriosa supplente del ragazzino nel film di Bellocchio “L’ora di religione”.
perchè si scrive?
perchè la scrittura è essenziale…
Perchè la scrittura è il respiro del mondo.
salutissimi
j
LA GIOIA DI SCRIVERE
di wislawa szymborska
DOVE CORRE QUESTA CERVA
SCRITTA IN UN BOSCO SCRITTO?
AD ABBEVERARSI A UN’ACQUA SCRITTA
CHE RIFLETTE IL SUO MUSETTO
COME CARTA CARBONE?
PERCHÉ ALZA LA TESTA
SENTE FORSE QUALCOSA?
POGGIATA SU ESILI ZAMPE
PRESE IN PRESTITO DALLA VERITÀ
DA SOTTO LE MIE DITA RIZZA LE ORECCHIE
SILENZIO – ANCHE QUESTA PAROLA
FRUSCIA SULLA CARTA E SCOSTA
I RAMI CAUSATI DALLA PAROLA «BOSCO».
SOPRA IL FOGLIO BIANCO SI PREPARANO AL BALZO
LETTERE CHE POSSONO METTERSI MALE
UN ASSEDIO DI FRASI
CHE NON LASCERANNO SCAMPO.
IN UNA GOCCIA D’INCHIOSTRO C’E UNA BUONA SCORTA
DI CACCIATORI CON L’OCCHIO AL MIRINO
PRONTI A CORRER GIÚ PER LA RIPIDA PENNA
A CIRCONDARE LA CERVA A PUNTARE.
DIMENTICANO CHE LA VITA NON È QUI.
ALTRE LEGGI NERO SU BIANCO VIGONO QUI.
UN BATTER D’OCCHIO DURERÀ QUANTO DICO IO
SI LASCERÀ DIVIDERE IN PICCOLE ETERNITÀ
PIENE DI PALLOTTOLE FERMATE IN VOLO.
NON UNA COSA AVVERRÀ QUI SE NON VOGLIO.
SENZA IL MIO ASSENSO NON CADRÀ FOGLIA
NÉ SI PIEGHERÀ STELO
SOTTO IL PUNTO DEL PICCOLO ZOCCOLO.
C’È DUNQUE UN MONDO
DI CUI REGGO LE SORTI INDIPENDENTI?
UN TEMPO CHE LEGO CON CATENE DI SEGNI?
UN ESISTERE A MIO COMANDO INCESSANTE?
LA GIOIA DI SCRIVERE.
IL POTERE DI PERPETUARE.
LA VENDETTA D’UNA MANO MORTALE.
forse per questo
grazie.
tra l’onnipotenza e l’invasione del daimon, preferisco Maria Zambrano.
chiari del bosco, siamo.
‘notte.
fabry
Tormento e dubbio… . Una crepa.