di Irene Ester Leo.
Nove anni appena nove anni.
Tutte le maledizioni hanno un incipit fanciullesco.
E’ la regola astratta non sancita dagli umani, ma dai visionari di sale. Essi non conoscono lo zucchero delle certezze.
Nove anni appena nove anni.
L’aria assunse il sapore freddo di ghiaccio sciolto sulla riva degli occhi.
Occhi rigati dal vento e dalla polvere delle cose mai pensate. Ignorai molte cose allora, l’età, l’età, che sbavatura di rosa l’età.
Ignorai il significato.
Ma Ella venne a prendermi dallo spigolo di una pagina acuminata e calda di Rimbaud.
Si nascose nelle attese.
Gli occhi, nocciole liquide e attente. La bocca, cercava di capire ma non sapeva.
Disegnava tra le assenze bianche di lettera e consonante, forme irrisorie, biancume di nuvola poi gatto e poi mi chiamò.
Era un uomo incastrato tra due versi a pagina 65.
Un uomo mai visto, sentito, amato, voluto.
Venne a me tra le pagine …
“… restait debout, dans l’épouvante
bleuâtre des gazons après le soleil mort”… (…)
Ne recitai il profilo, come un rosario ed i suoi grani neri.
La pelle delle dita arse al contatto de “le soleil mort”, si fece rossa poi concava,
si tirò tutta e quasi scolorì all’ombra del mio viso.
L’odore di carne bruciata fu cantico,
campana fonda
e sospiro di tortore tra le grate dei denti.
Esalò poi la mia voce, caddi in terra, viva.
Una donna mi accolse nella gonna rosata, mi sciolse i capelli e mi svelò il mondo, ardendo.
Aveva nel volto un’ombra umana e nella luce delle parole la santità di altri ebbri dei.
Raccolse le mie dita, baciandole appena.
Sottratta la mano al suo tocco, strinsi le spalle dal dolore.
Ed il tempo, il tempo accese candele e ragioni.
Mi lasciò a fondo, tra stomaco e plesso del cuore, un marchio bollente tondeggiante di luna.
Ustione di terzo grado Richter, dissero i medici terreni.
Non sapevano dell’incendiaria alcolica verità sottopelle, delle ferite dell’interno ben più d’abisso.
E parole fiammiferi vennero a trovarmi.
Ogni giorno.
Pronunciarono il mio nome.
(Tratto da: Progetto Poeti ( Lietocolle) -Fogli di poesia- a cura di Anna Maria Farabbi- Foglio numero 2: L’ustione della poesia)

Ringrazio la redazione.
Un caro saluto a tutti voi.
BravissimaIrene.
è assolutamente perfetta.
chiara… grazie di cuore! 🙂