So dire

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da qui

Amico, dove sei? Mi hai lasciato nei guai; prima, almeno, lottavamo in due, poi c’era il sorriso: qualsiasi dolore si scioglieva, chissà quanto pagavi lo sforzo di non farmi pesare persone e situazioni. Dovrei avercela con te, perché sono solo, dovrei avercela con gli altri, che continuano a ripetermi che invece non lo sono, dovrei avercela con me, che non mi accorgo, a volte, del bene che mi arriva, del calore che circonda il freddo dell’assenza. Chi mi accoglie, oggi, al ritorno dall’ennesima battaglia, dalla fatica improba delle benedizioni delle case, dagli screzi con chi guarda sempre il pelo nell’uovo, dalle sciabolate degli eterni moralisti, da chi chiede e chiede senza vedere la stanchezza nei miei occhi? Chi domanderà più come stai, in quel modo solo tuo, che mi faceva sentire me stesso all’improvviso, chi organizzerà l’uscita estemporanea che mi strappava ai pensieri più oppressivi? Dovrei avercela con te, e non faccio che ripetere: amico, dove sei? Mi hai lasciato nei guai: vorrei maledire il momento in cui ho suonato alla tua porta, e invece so solo benedire, giorno e notte, so dire solo grazie.

17 pensieri su “So dire

  1. Iannozzi Giuseppe

    Ho un po’ scherzato, sperando di tirarti su il morale. Ma il mio spirito, un po’ indiavolato, credo non faccia per te, Fabry. 😉

    Dire “grazie” non è poco. Tu dovresti saperlo meglio di chiunque altro. Quante persone conosci che sappiano dire “grazie”, anche solo per finta?

    Vorrei darti delle risposte. O consolarti con una parola giusta. Non ne sono capace, è questa la verità… ho perso una persona a cui ero molto legato, per una affinità elettiva… non era amore o amicizia, era qualche cosa di più… cerco ancora un perché a quel tragico destino che ci ha divisi per sempre, e cercare è la sola cosa che so fare e per giunta male.

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  2. f&r

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    f&r

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  3. Marco Sini

    Caro don Fabrizio, la fede in Cristo è la nostra unica, vera ed eterna forza; nessuna persona – seppure santa – potrà mai donarci la grazia e la gioia che Dio ci dona (da sempre e per sempre) in Cristo, nella potenza dello Spirito Santo.
    Al “beato e unico Sovrano,
    il Re dei re e Signore dei signori,
    il solo che possiede l’immortalità
    e abita una luce inaccessibile:
    nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo.
    A Lui onore e potenza per sempre. Amen.” (1 Timoteo 6,15-16).

    Ciò che può donarci vera forza, dunque, è Cristo Signore, operante là dove due o tre sono riuniti nel suo nome: per questo, sono convinto che l’unica strada per rendere forte la nostra fede (unitamente al rapporto personale con Dio e alla partecipazione assidua all’Eucaristia) sia quella di vivere un cammino di fede e di preghiera – fondato sulla lettura “permanente” della Bibbia – INSIEME ad altre persone sincere e pure di cuore.

    Un grande abbraccio nel Signore

    Marco

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  4. la funambola

    per consolarti

    è una curiosa creatura il passato
    ed a guardarlo in viso
    si può approdare all’estasi
    o alla disperazione

    se qualcuno l’incontra disarmato,
    presto, gli grido, fuggi!
    quelle sue munizioni arrugginite
    possono ancora uccidere

    tu mi lasciasti, mio Re, due retaggi:
    un retaggio d’amore
    che appagherebbe anche il Padre Celeste
    se a Lui venisse offerto

    e mi lasciasti regni di dolore,
    capaci come il mare,
    fra l’eterno e il tempo,
    la tua presenza e me.

    io ti abbraccio come una mamma
    un bacio
    la fu

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  5. Titti

    “sciabolate degli eterni moralisti”

    Caro Fabry,
    diceva bene Giuseppe De Rita nell’intervento di venerdì 16 aprile nel salone del tuo Centro giovanile: questa “società marmellata” ha perso il senso della moralità e si trincera nel moralismo alla ricerca di sicurezze venute a mancare.
    Tutti pronti a parlare, giudicare, ma poi che fanno concretamente? Nessuno vuole più responsabilità; gli italiani ormai hanno una coscienza larga, mentre sarebbe auspicabile il ritorno alla “coscienza stretta” di leopardiana memoria.
    Una società che ha perso i sentimenti (maturi) e vive di emozioni (fugaci ed effimere).

    Io aggiungo: ci vorrebbero POETI (esperti dei sentimenti) e non politici ai vertici dello Stato.
    SHELLY scrisse: “I poeti sono specchi delle gigantesche ombre che l’avvenire getta sul presente…forza che non è mossa ma che muove. I poeti sono i non riconosciuti legislatori del mondo”.
    Ecco perché questa bellezza potrà rovesciare il mondo!

    Coraggio, teniamo duro!
    Un abbraccio,
    Titti

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  6. Titti

    Sì, è vero, al Centro giovanile e in parrocchia siamo tutti orfani di Don Mario, perché abbiamo perso una guida spirituale dal forte carisma, ma Fabrizio lo è in modo particolare, essendo venuto a mancare per lui anche una figura paterna, alla quale era affiancato da decenni.

    A conforto di Fabrizio, sento che Domma gli dica dal profondo del suo cuore:

    Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove vivo,
    se tu potessi vedere e sentire quello che io sento e vedo in questi orizzonti senza fine
    e in questa luce che tutto investe e penetra,
    tu non piangeresti, se mi ami.

    L’incanto di Dio e delle sue espressioni di sconfinata bellezza sono ormai parte del mio essere.

    Le cose di un tempo, al confronto, sono immensamente piccole e quasi senza colore.

    Mi è rimasto un intenso affetto per te, una tenerezza che non ho mai conosciuto.

    Sono felice di averti incontrato e amato nel tempo;
    ma tutto era allora così fugace e limitato!

    Ora vivo nella serena e gioiosa attesa del tuo arrivo tra noi; tu pensami così.

    Nelle tue difficoltà richiama alla mente questa meravigliosa casa, dove non esiste più la morte e dove, insieme, ci disseteremo nel trasporto più intenso e più puro alla fonte inestinguibile della gioia e dell’amore!

    Non piangere, se veramente mi ami.

    P.S.
    Fabry,
    quando ti domandi “Chi organizzerà l’uscita estemporanea che mi strappava ai pensieri più oppressivi?”, pensa che “san Domma” da Lassù può sempre inviarti in aiuto un angelo o suscitare negli animi di chi ti circonda una proposta analoga a quelle estemporanee che ti faceva lui (una cena insieme, un cinema o…un biglietto per una mostra su De Andrè!)
    Se passa una scialuppa, prendila…o vuoi fare come il naufrago di una nota barzelletta?! 😉
    Un abbraccio,
    Titti

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  7. Titti

    Fabry, se la tosse è agli esordi lo sciroppo omeopatico STODAL fa miracoli!
    Prendilo, non è un farmaco e va bene anche ad un salutista come te 😉
    Un abbraccio fraterno,
    Titti

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