La grande truffa dei gattopardi

di Paolo Flores d’Arcais, da Il Fatto quotidiano, 11 novembre 2012

Renato Schifani sarà una nullità politica ma è pur sempre il presidente del Senato, una sorta di vice-Napolitano (art. 86 della Costituzione). E un vice-Napolitano che confessa le “carte false” della legge elettorale in gestazione, il cui unico scopo è impedire la vittoria di una delle forze politiche che si presenteranno alle urne, è uno scandalo che dovrebbe fare davvero scandalo, invece di dare avvio al gran ballo del minimalismo.

Soprattutto dopo l’altra confessione, di Monti: “Nell’ipotesi in cui fosse impossibile costituire una maggioranza, io sarei là”. E invece imperversano i reggicoda mediatici della partitocrazia con i sussiegosi “ma quale golpe” e “uno sbarramento ci vuole”, quasi che la “Porcata” l’abbia inventata Grillo anziché la Casta, e l’urgenza improcrastinabile di cambiarla non sia apparsa al Colle improvvisamente, quando M5S ha cominciato a veleggiare su numeri a due cifre. Perfino Bersani ha dovuto balbettare che Grillo ha ragione, tanto sono sfacciate e indecenti le finalità della nuova legge.

Del resto, se si volesse davvero riavvicinare le istituzioni ai cittadini basterebbe proporre l’uninominale a doppio turno con primarie incorporate. La “voce dal sen fuggita” del vice-Napolitano conferma, invece, che le nomenklature vogliono solo continuare a occupare le istituzioni come “Cosa loro”, “riformando” la Porcata in Porcata-plus. Tutta la partitocrazia, purtroppo, Pd compreso, visto che 42,5% o 40% di sbarramento sempre una legge truffa contro l’Altrapolitica resta.

Chi minimizza insolentisce la Costituzione repubblicana, chi fa finta di nulla la sta rottamando: verbo disgustoso se si vuole indicare il rinnovamento, che qui rende perfettamente l’idea della lugubre manovra partitocratica in atto.
Quella di Grillo non è certo l’Altrapolitica che preferisco. Quella che vorrei, davvero in grado di portare il Paese fuori della crisi, è il riformismo della Fiom e dei girotondi. Ma Grillo è stato l’unico a scegliere la rottura radicale con la partitocrazia – compresa la sua componente di centrosinistra – e questa era e resta la lucida precondizione di ogni rinnovamento. Senza la quale non si produce realismo politico, ma al massimo un sequel del Gattopardo.

(11 novembre 2012)

17 pensieri su “La grande truffa dei gattopardi

  1. robertorossitesta

    “E un vice-Napolitano che confessa le “carte false” della legge elettorale in gestazione, il cui unico scopo è impedire la vittoria di una delle forze politiche che si presenteranno alle urne, è uno scandalo che dovrebbe fare davvero scandalo”
    Grazie di queste testimonianze, forse non cambieranno la situazione ma fanno sentire meno soli di fronte a quest’immane schifo.
    Un abbraccio,
    Roberto

    Rispondi
  2. Marco1963

    La via per il Monti bis e’ tracciata, ormai. Monti stesso ha detto che gli resta ancora molto da fare e che avrebbe necessita’ di un’altra legislatuura almeno. I partiti che fanno da contorno lo stanno agevolando, amorfa schiera di incolori esecutori. Perché un fatto e’ certo: non avrebbero la forza per attuare i cambiamenti di cui questo Paese, ormai piegato e piagato e pronto ad una prossima dittatura, ha giocoforza ancora bisogno. Il golpe e’ presto spiegato.
    Grazie Giovanni!

    Rispondi
  3. robertorossitesta

    E grazie Marco1963,
    gli altri commentatori di LPELS su questi argomenti tacciono perché dissentono o acconsentono in toto o perché hanno trovato altre forme per esprimere la propria indignazione?
    Se è così ce lo facciano sapere!
    Roberto

    Rispondi
  4. Giovanni Nuscis

    Grazie Marco e Roberto per i vostri interventi.
    I cambiamenti – non sui priviliegi e le enormi concentrazioni di ricchezza (da non toccare, per carità, se no se ne fuggono all’estero!), ma sui nostri diritti, sulla nostra sempre più ridotta capacità di spesa – perchè nulla cambi per i soliti noti. Si avverte in queste politiche liberiste un disumano richiamo alla legge del più forte, alla selezione della specie…; insomma, il bamba muore, è destino che ciò avvenga, perché non è in gamba come loro, non ha studiato ne si è impengnato come loro. Parlano di riduzione della spesa pubblica come di una scelta anch’essa ineluttabile, incurante dei danni, del dolore e della disperazione che ciò comporta. Ma dietro le facce serie di chi ci governa c’è una leggerezza e una incoerenza che lascia sbalorditi, anche sotto il profilo costituzionale, per i principi che si ledono. Pensiamo alle norme sul lavoro, sull’istruzione pubblica e privata, sull’obbligo di contribuire fiscalmente al bene comune secondo la propria capacità reddituale, al all’ambiente, alla partecipazione democraticità nelle scelte politiche etc.
    E’ un paese senza speranza un paese dove le persone non prendono posizione ad ogni occasione, dove non leggono e riflettono, dichiarando umilmente il loro punto di vista.
    Resta un spirito da stadio, da ludi gladiatori nell’anfiteatro fasullo della politica e dei media che ne dipendono.
    Giovanni

    Rispondi
  5. fabrizio centofanti

    sono anni che ho detto qualcosa al riguardo, Roberto: bisogna cambiare radicalmente, mandare via gli intrusi, quelli che con la democrazia, la giustizia, il bene pubblico, non c’entrano più nulla.
    grazie Giovanni.

    Rispondi
  6. Marco1963

    Grazie Roberto, Giovanni, Fabrizio. Molti commentatori non commentano, perché e’ semplice, alla fine, non commentare quando la questione e’ troppo grande, troppo più grande di noi da schiacciarci. Non li biasimo, comprendo. Ci vuole coraggio per essere solitari in un grido di dolore.

    Rispondi
  7. Gum

    L’incredulità la delusione financo lo sdegno che trasudano dalle vostre accorate parole trovano piena giustificazione dalla latitanza di commenti registrata sul blog.
    Non perchè i nostri cuori non pulsino più; all’inverso hanno battiti così tachicardici da soffocare persino la voce.Tutto ciò che scrivete o pubblicate ci infiamma tuttora e otterrà sempre il conforto della nostra completa condivisione e l’ammirazione per la grande dignità che mi auguro, seppur sopita alberghi ancora in molte persone di questo paese congiunta al rispetto per l’uomo.
    Questo strano silenzio si potrebbe spiegare in un modo diverso.
    L’emergenza in cui siamo stati precipitati toglie il cibo al pensiero e quel pò di residua energia va lasciata di diritto all’azione. Sarebbe uno sterile sfogo o il semplice lusso di fare mera letteratura politica che ormai non possiamo permetterci più, il processo critico alle opere di autori decadenti che noi stessi abbiamo nutrito pagando loro i diritti di copia. E’ forse un momento in cui ci stiamo chiedendo chi siamo “noi” veramente. Siamo un popolo che non ha “preso una vera posizione non abbiamo letto e riflettuto “? Siamo fatti cosi?, Come nel ’68, un’altra occasione non colta: la cultura deviata, le coscienze distorte, le classi spaccate Un popolo così manovrato da farsi derubare sino a ridursi alla fame?Sembra che l’incauto acquisto sia tanto grave quanto il furto! Abbiamo soggiaciuto per troppo tempo al malcostume e ne siamo in parte responsabili. Di tempo ne abbiamo avuto per correre ai ripari!
    Nella giostra dei cicli è arrivato il momento di turno che ci mette di nuovo alla prova e stavolta le molle ideologiche si sono persino allentate,ma si soffre di più e non c’è molto tempo: il mondo si allarga diventando sempre più piccolo… Le generazioni sono chiamate allo strenuo tentativo di sovvertire uno scenario cui assistiamo sempre più da lontano per poter incidere sul suo cambiamento ,e l’unico modo possibile è ricordare a chi di dovere ( però prima a noi stessi) che qua c’è la Democrazia senza “se” e senza “ma” e quel giorno ormai vicino avremo tra le mani il potere di un’atomica, basterà dire no a quello che c’era e far piazza pulita. Il day after sarà certo migliore.
    Grazie a Giovanni Nuscis, Roberto ,Marco e Fabrizio.

    Rispondi
  8. rmorresi

    c’è chi tace perché pensa che in un modo o nell’altro salverà la pelle, chi perché è stremato da vent’anni di indignazione, chi perché aspetta il momento di agire contro questi meschini servi del loro potere

    c’è anche chi è appassionato di politica da sempre e fa fatica a pensare alla democrazia senza vita partitica

    forse LPLS potrebbe ospitare una rubrica-osservatorio in cui tener d’occhio queste istanze e dar voce a chi sta elaborando una alternativa che non sia di mera reazione populista? sarebbe un lavoro enorme…

    Rispondi
  9. matteotelara

    Ragazzi, io non me la prenderei con chi non commenta.
    Ultimamente pare che commentare sia divenuto un obbligo, quando invece deve essere solamente una possibilità.
    Io leggo moltissimi articoli (come questo di Nuscis) che condivido in pieno, ma che non commento, perché in fondo (opinione personale, naturalmente) non amo commentare senza argomentare (a meno che non si tratti di fare i complimenti, nel qual caso ci troviamo davanti a qualcosa di differente…).
    Cosa ne penso allora? Penso che oramai non ci sia più molto da argomentare in proposito. Penso che insieme alla Spagna siamo l’unico Paese occidentale dove la polizia manganella in faccia i manifestanti. E che neppure tre mesi fa la polizia di San Francisco s’è dovuta scusare e ha dovuto risarcire alcuni studenti per aver usato contro di loro dello spray urticante. Come dice la mia amica Silvia Pareschi: là hanno avuto il movimento dei diritti civili, mica chiacchiere. Sarà anche per questo che altrove i gay si possono sposare e da noi non si riesce a far passare neppure una legge contro l’omofobia.
    Lo schifo è ovunque e purtroppo continuerà ad aumentare. Io dall’Italia me ne sono andato sette anni fa, e non è stato facile. La prima volta che tornai, dopo due anni all’estero, qualcuno mi chiese “ma come ci vedono da fuori?” La crisi era ancora lontana. Berlusconi raccontava barzellette alle quali (primi fra tutti i giornalisti che oggi lo criticano) tutti ridevano. I ristoranti erano pieni. Io rispondevo “l’Italia è vista come un paese corrotto e arretrato”. E tutti mi davano dell’esagerato, di quello che vive all’estero e si crede chissà che. Quanta merda ho dovuto ingoiare, quante critiche mi sono piovute addosso…
    Oggi quegli stessi che ridevano alle barzellette si lamentano delle ruberie. E no cari, troppo facile.
    Purtroppo non è coi politici che bisogna prendersela (i politici basterebbe non votarli più).
    Ma con gli italiani.

    Rispondi
  10. robertorossitesta

    Molto interessante fra gli altri l’intervento di Gum, e almeno per me ampiamente condivisibile.
    Però, sul fatto che il day after debba essere comunque migliore, ho imparato ad andarci cautissimo.
    Un caro saluto,
    Roberto

    Rispondi
  11. roberto plevano

    Io sarei cauto a usare termini come latitanza per connotare (negativamente) la riluttanza dei commentatori a intervenire su materie gravi, che suscitano il sentimento di indignazione di chi ancora pratica etica pubblica e privata (e richiederebbero l’espressione di esso).
    Credo che i frequentatori di questo blog abbiano per lo più interessi di tipo letterario, qualsiasi cosa questa parola voglia dire, e che gli ultimi vent’anni abbiano offerto ampia materia per eccitare l’indignazione sulle cose pubbliche, tanto da esaurire le parole adatte.

    Oggi, credo, occorre discutere di un paese che per tre volte (su cinque) in quattordici anni ha eletto democraticamente un leader e una coalizione di partiti al di sotto dei minimi standard mondiali di decenza politica, il cui parlamento riflette questo stato di cose. Non vedo indicazioni che ci si possa attendere qualcosa di meglio per il futuro.

    Discutere di un paese quindi, il nostro. Al di là dei fatti specifici in oggetto, articoli come quello di Flores d’Arcais, o quelli ripostati (sorry!) spesso da Giovanni Nuscis esprimono la difficoltà di avere una visione realistica e condivisibile dell’attuale governo e fase politica. Se pensiamo che Monti ci abbia consegnato alla cricca della finanza internazionale, che l’Euro sia una truffa, che la casta sia tutta uguale, allora dobbiamo concludere che era meglio il precedente governo, sgangherato e arraffone e allupato, piuttosto dei freddi tecnocrati al soldo della BCE e di Wall Street.

    Se pensiamo che occorra distinguere, che non tutti i banchieri sono gangster, che non tutti i manager sono delinquenti, che non tutti i politici sono dei morti, allora… beh, magari Monti è meglio di quello che c’era prima, il che non significa dire che Monti vada bene.

    Monti fa quello che una parte, la parte cosiddetta illuminata (che non significa dire che ci veda bene) della classe dirigente italiana ritiene di dover e poter fare oggi in Italia. Torniamo al paese e alla sua classe dirigente, che ha avuto gente come Olivetti e Mattei, ma che per lo più è stata debole, parassitaria, corriva nei confronti del peggio (l’altro ieri applausi a Cefis Sindona e Andreotti, ieri a Craxi e al suo protetto, domani?). Bisognerebbe rileggere Gramsci, le sue riflessioni sul risorgimento.

    Sul movimento 5 stelle, grande rispetto per le persone che ne fanno parte, sconcerto sulle forme (che sono anche sostanza).

    Un caro saluto

    Rispondi
  12. Giovanni Nuscis

    Grazie a tutti per gli interventi.

    Io credo che in questo momento – al di là di posizioni personali che trovo giusto e auspicabile esprimere all’occorrenza, perché da queste parte una nuova coesione di intenti e di percorso – sia necessario pensare e praticare un superamento sia delle esperienze passate sia del teatrino mediatico accortamente allestito per le prossime elezioni. Vogliono farci intendere che non c’è alternativa ai partiti attuali e all’agenda Monti -a cui si atterranno in varia misura (tolto l’IDV) tutti; o a Grillo, che attrae e spaventa.
    Ma siamo sicuri che non esista alternativa, magari ancora debole, in costruzione?
    La ragion di Stato, gestita con intelligenza tra le massime istituzioni e i partiti, che ha portato il 12 novembre 2011 alle dimissioni di Berlusconi e al Governo Monti, è andata oltre le aspettative, gli interessi e il sentimento diffuso degli italiani.
    Ma c’è una galassia enorme, invisibile, di persone e movimenti che hanno capito perfettamente il gioco, e che non sono più disposti a dare fiducia a chi ha distrutto il Paese con una gestione dissennata e immorale della cosa pubblica, né a chi ha votato (pur a sinistra!) i provvedimenti ingiusti e liberticidi di questo Governo.

    Il tempo è poco, certo, ma, rispondendo a Renata, ci sono aggregazioni recenti in via di consolidamento alternative ai partiti. Una di queste, a cui ho aderito e dove mi sto impegnando, è A.L.B.A. (Alleanza per il lavoro i beni comuni l’ambiente”); ed è inoltre partita una campagna importante, “Cambiare si può”, con un appello da sottoscrivere, volta a creare una lista alternativa per le prossime elezioni politiche; altra iniziativa importante è quella di Libertà e Giustizia, che vedrà il 24 novembre a Torino un’importante manifestazione “Per una stagione costituzionale”. Tre iniziative, a mio parere, ben radicate in valori fondanti e sostenute da personalità di rilievo del mondo accademico e culturale, da cui potrebbe nascere un soggetto politico in grado di ridare speranze e risposte alle grandi sfide di questi tempi.
    Un caro saluto.
    Giovanni

    Rispondi
  13. guidoio

    Tra le forme per esprimere la propria indignazione, quella della partecipazione politica (magari come partecipazione attiva alla formazione di nuove aggregazioni, come quella suggerita da Giovanni Nuscis nel commento #15 delle ore 07:51pm) è una. Altre ne esistono. La vita è piena di attività in cui esprimere la propria indignazione – magari sotto forma di un lavoro fatto bene, a vantaggio proprio e degli altri e non a discapito (né proprio né degli altri).
    Poi ci sono parole da scrivere, e questa è una scelta che molti di noi hanno fatto e fanno ogni giorno, sia nello specifico di questo blog collettivo sia più in generale in altri posti del web. E questo, mi scuso per l’ingerenza personale, è quello che ho fatto e faccio io. Sono giornalista, ho fatto la mia gavetta sulla carta stampata, ho fatto l’esame di Stato per l’accesso nell’albo dei professionisti. E poi ho scelto di lasciare la carta e continuare a lavorare sul web. Un lavoro che, spesso, non è pagato – ma se essere pagati significa scrivere marchette, o aderire acriticamente alle istanze di padronati rapaci, e più in generale non dare notizie o evitare di cercare la verità dietro l’illusione, be’, allora faccio questo e non quello. Allora vivo e scrivo qui e non in posti più concreti, o più «reali e meno virtuali» come amano dire tanti colleghi che lavorano nei giornali cartacei o in tv.
    Non sto accusando nessuno, intendiamoci. Non sto giustificando me stesso, intendiamoci. Ognuno fa quello che pensa sia meglio e più efficace.
    Lo dico un po’ ringhiando, però. Perché io sto qui a sbattermi e le cose positive sembrano non succedere. E perché là fuori intanto c’è una polizia che picchia i ragazzini, e una casta che ragiona in termini di miliardi scritti su carte forse false, mentre per moltissime persone a fare la differenza sono le centinaia, a volte anche le decine.

    Vado avanti.
    Andiamo avanti.
    Individuare il problema è un passo verso l’individuazione della soluzione.

    Guido Tedoldi

    Rispondi
  14. M&C

    All’inizio, a me Monti era piaciuto, ci avevo creduto, forse perché chiunque fosse arrivato dopo il cavaliere mi sarebbe sembrato un salvatore, un principe azzurro senza macchia… Anche l’incredibile scoperta di essere lontanamente (molto lontanamente!) imparentata con il ministro Cancellieri, era per me un piccolo segnale di speranza perché conferiva al governo un aspetto più umano.
    Ora invece, anche io sono ormai delusa, schifata, arrabbiata e preoccupata come tutti.
    Sto osservando il movimento 5 stelle (non dico che lo voterò, non ho ancora deciso, lo sto solo osservando!) e mi è piaciuto che in Sicilia abbia rinunciato a € 1.426.000 di rimborsi elettorali: qualcun altro se li sarebbe giocati al videopoker!
    Staremo a vedere.
    Buona giornata a tutti.
    M.Cri

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *