Il percorso verso una democrazia reale – il cui punto focale è il metodo, quel “metodo democratico” previsto dall’art. 49 della Costituzione, nel confronto di idee e di interessi e nelle scelte finali – sarà lungo, ed è evidente la fragilità, in varia misura, dei soggetti politici presenti ora in Parlamento per rappresentarci. E’ altresì evidente, per le ragioni che sappiamo, che essi non potranno rispondere a tutte le attese di cambiamento. Non per questo, però, potranno disattenderle per quanto sarà loro possibile, riguardo almeno alle priorità indilazionabili. Dovrà insomma perseguirsi quanto di meglio le attuali condizioni consentiranno, e nessuno potrà sottrarsi a questo compito, perché il bene del Paese non può venire dopo gli interessi personali dei leader, com’è accaduto nel governo Berlusconi; né può essere condizionato dalla volontà o dai capricci di chicchessia. Gli amici del Movimento 5stelle devono favorire le migliori scelte o le meno peggio, se non vogliono essere correi, per condotta omissiva, del peggio assoluto. Non diversi, in questo, dai colleghi di destra dei precedenti governi. Sono molte, troppe le ferite del Paese, e rifiutarsi di reggere il bisturi e di somministrare farmaci perché non piacciono i colleghi di equipe equivale a decretare la morte del paziente. Non è il Parlamento che tutti si voleva, ma è certo migliore di quelli degli ultimi vent’anni. Qualcosa di peggiore, oggi, mi sembra che si sia scongiurato, scegliendo due buone persone, ed è questa la strada da seguire nelle scelte future. gn

Concordo: un passo dopo l’altro, senza farlo più lungo della gamba e senza retrocedere, sulla strada che sembra essere davvero buona e sicuramente migliore di quella percorsa fino ad ora.
Sono d’accordo completamente. Sentendo parlare la Boldrini e Grasso ,tra gli applausi di QUASI tutto il parlamento ho provato la speranza di un cambiamento, anche se sarà difficilissimo avere un governo. Comunque vada, quuesta è stata una vittoria della democrazia.
rifletto in questi giorni sulla natura delle nostre opinioni che se da una parte sono necessarie come assunzione di responsabilità, dall’altra spesso sono frettolose e non supportate da elementi sufficienti. E’in questa luce che esprimo più che un parere un’impressione…Mi pare che si sia di fronte a un possibile mutamento etico su come intendere la coerenza di principi politici considerati fin’ora fondanti ,come non allearsi con partiti politici che non condividono la visione di una società dove i diritti di tutti vengano garantiti e la necessità(?)di superare queste divergenze per rispondere alle urgenze del Paese…e mi sento orientata verso questa seconda possibilità….La mia riflessione è in corso
Un punto chiarisce il tutto: dopo il bel discorso della Boldrini: “Sto con i [poveri”, mi sarei aspettato come ovvia la conclusione: “E quindi verso metà del mio stipendio che mi paga il popolo alla sua parte più povera.” Non dette queste parole, tutto il resto è aria fritta. La democrazia rappresentativa crea una casta parassitaria che si nutre del monte tasse alle spalle del popolo. Come dice Casaleggio e Grillo: BISOGNA PASSARE ALLA DEMOCRAZIA DIRETTA.
In futuro, forse, quando TUTTI useranno questo strumento- anche vecchi e poveri- si potrà parlare di democrazia diretta. Ben venga. Ora sarebbe un’oligarchia. IN parlamento si chieda, ORA, di rinunciare agli stipendi, fatto salvo un tanto per vivere. Vediamo chi ci sta. Berlusconi sicuramente, perché non gli mancano certo le possibilità di “sostenersi “. IL discorso di Grasso era onesto e propositivo. Quello della Boldrini anche. Non vorrei che dopo tanti bei discorsi di purezza democratica- che piace ovviamente a tutti- mancando un governo i poveri diventino il doppio.