Segnali

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da qui

Bandiere al vento nella piazza, come
segnali di vittoria: coi tamburi
di guerra andiamo incontro alla resa
dei conti col nemico, che non ha
più armi. Nell’azzurro di una fine
estate qualsiasi, di un qualsiasi
anno, ritti sul filo della vita nuova,
immaginiamo morire la morte,
riesplodere il respiro santo, tempo
tutto per noi, come bandiere al vento.
Mentre rullano i tamburi di Dio,
s’innalza, nella piazza, il nostro canto.

11 pensieri su “Segnali

  1. Stella Maria

    Un canto di lode e preghiera per chi si ritrova uniti sotto lo stesso colore, un colore di pace rosso come il cuore, un canto libero.
    Una litania, un lamento per chi esce sconfitto e si crede vincitore, cieco burattino abbagliato da ciò che sembra essere e non e’: amore e libertà.

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  2. agnese

    Bella poesia,di che non so cosa scrivere.
    Comunque mi piace la frase: “immaginiamo morire la morte”; cioè vincere sulla perduta.
    “morire la morte”,seppellire la morte e cominciare nuova vita.
    Non è male.
    Ricominciamo da capo,con nuovo bagaglio di esperienze,senza sofferenze,perchè sofferenze abbiamo seppellito.

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  3. agnese

    oppure- “immaginiamo morire la morte”, cioè siamo diventati veri cristiani e la morte (di anima) non ci arriva da noi, per questo suonano tamburi di Dio, per questo si sente nostro canto,di vincità.

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  4. F

    Aleggi, divino respiro santo, come librato sulle prime
    acque, sul suo canto scrosciante, sull’atomo del suo
    universo.

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  5. pam

    “immaginiamo morire la morte”
    perche’
    “nessun regno e’ piu’ grande” della vita, specialmente quando viene donata per la vita che sogniamo.

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  6. RossellaT

    Salmo 56, 9

    Voglio cantare, a te voglio inneggiare:
    svègliati, mio cuore,
    svègliati arpa, cetra,
    voglio svegliare l’aurora.

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