“ALCAZAR. ULTIMO SPETTACOLO”, DI STEFANIA NARDINI

di Giovanni Agnoloni

AlcazarSembrerebbe un “romanzo di altri tempi”, Alcazar. Ultimo spettacolo di Stefania Nardini (Edizioni e/o). Non solo per la collocazione storica degli eventi (è ambientato nel 1939, nella fase immediatamente precedente la Seconda Guerra Mondiale), ma anche per lo stile, carico di sonorità musicali e assonanze estetiche che sono proprie della cultura e della “visione del mondo” di quel periodo.

È, sicuramente, un romanzo storico, o come tale è facile percepirlo. Tuttavia, è un libro intrinsecamente moderno. Non solo perché l’autrice è una donna molto addentro alle dinamiche umane e sociali del nostro tempo, ma perché affronta tematiche universali e sempre attuali. Una su tutte: le discriminazioni di genere, visto che uno dei protagonisti, Gino Santoni, in arte Cordera, soubrette di riviste teatrali, è un omosessuale che deve tenere nascoste le proprie inclinazioni e che – si teme, proprio per questo motivo – scompare misteriosamente da Marsiglia, dove la sua compagnia sta tenendo uno spettacolo durante tutta una stagione, dopo aver rifiutato le avances di un gerarca fascista che l’aveva scambiato per una donna.

E poi c’è il tema dell’amore, con la protagonista principale, la trasformista Silvana Landi, che scopre di provare un sentimento per Alfred Morello, un personaggio influente del milieu, la mafia locale della città del Midi, e che per seguire il richiamo del cuore affronterà un’avventurosa separazione che la riporterà in Italia.

E c’è appunto, Marsiglia, città d’elezione dell’autrice, che è anche una profonda conoscitrice dell’opera di uno dei figli più illustri del grande porto francese, Jean Claude Izzo. Marsiglia, un po’ come Napoli, cara a Stefania (e che pure compare nel romanzo, insieme a Roma e ad altri scorci italiani), era, già allora, un autentico melting pot culturale, un coacervo miracolosamente armonico di odori, suoni e sapori, e sembra lanciare un messaggio di non facile, sì, ma misteriosa conciliazione di opposti, poco prima della tragica deflagrazione di differenze che sarà il secondo conflitto mondiale.

A suo modo, dunque, questo “romanzo storico” si rivela un giallo, e non solo per la vicenda della ricerca di Cordera; anche e soprattutto perché è un enigmatico affresco di un’epoca, oltre che una storia di passioni e di emarginazioni. Ha una cifra e un “codice segreto” tutto suo, insomma. Come, del resto, gli inquietanti misteri dell’epoca di morte e dolore che ha voluto ritrarre.

Il miglior libro, ad oggi, di Stefania Nardini.

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Kamala Harris, Arsène Wenger, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

Un pensiero su ““ALCAZAR. ULTIMO SPETTACOLO”, DI STEFANIA NARDINI

  1. Lucetta Frisa

    non mi farò scappare quest’ultimo libro della Nardini che stimo molto e alla quale voglio bene essendo una donna particolarmente generosa e solare.Auguro a questo libro molto SUCCESSO!

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