KIM SIMONSEN, POESIA E PAESAGGIO DALLE ISOLE FAR OER

Testo introduttivo e traduzioni dall’inglese di Giovanni Agnoloni

Kim Simonsen in una foto di Vónbjørt Vang

Kim Simonsen in una foto di Vónbjørt Vang

Con oggi inizia una serie di miei articoli di presentazione di alcuni autori che ho avuto il piacere di conoscere durante la recente residenza letteraria presso H.A.L.D., in Danimarca. Cominciamo con un poeta e saggista delle Isole Far Oer, Kim Simonsen, nato nel 1970, le cui opere sono state pubblicate in faroese, danese, inglese, portoghese, svedese, macedone e russo.

Lavora presso l’Università di Amsterdam, dove studia i fenomeni dei nazionalismi. È stato insignito del “Faroese Literary Award” del 2014 per la raccolta poetica Hvat hjálpir einum menniskja at vakna ein morgun hesumegin hetta áratúsundi (“Che cosa aiuta un essere umano a svegliarsi una mattina di questo millennio”).

Tra le sue altre opere, ricordiamo le raccolte di versi Kodakmyndir frá sjeytiárunum (“Kodak degli Anni Settanta”), del 2005, e Náðisólin  (“Il sole della grazia”), del 2006. Profondo conoscitore della letteratura faroese, danese e non solo, Kim Simonsen scrive versi che sono istantanee di vita in contesti paesaggistici nordici, e sanno calare profondamente il lettore nella situazione descritta. Carichi di una tridimensionalità immediata, questi brevi spaccati di vita si inseriscono, in realtà, in sequenze idealmente senza fine, e realizzano un’illuminante fusione di poesia e prosa, imperniata sul lirismo e sulla compenetrazione con le vibrazioni ambientali.

Qui di seguito ne potete leggerne tre, tratti da una raccolta tuttora inedita, “Mattina di dicembre”, da me tradotti dalla versione inglese (December Morning).

La battigia è fradicia;
le pietre sono ricoperte da
alghe verdi e viscide.
Raccolgo una manciata di buccini rossi
da una pozza fresca di marea;
con un calcio stacco un’ostrica.
Alla prima luce, tra le alghe
e le maree del tempo,
il mattino si è messo in moto:
un secchio che si rovescia,
un cancello che si apre,
una remota visione di navi nere
che veleggiano sulle calotte marine di plancton.

L’uggiosa alba si è conclusa
in un mattino luminoso.
La casa è tranquilla,
tutto aspetta, ponendosi domande.
I fiori sono ormai andati;
i bulbi e i rabarbari riposano.
Ora che ho girato intorno al sole
per la quarantaquattresima volta, sto imparando a vivere qua.
Il prato sta morendo.
Una bacca rossa su un ramo ciondola nel vento.

Il rombo uniforme delle onde —
la spiaggia trasformata ogni mattina.
Le alghe che ieri notte si agitavano sul fondale marino
sono ammonticchiate sulla spiaggia in cumuli di fili ingarbugliati e steli senza vita.
Degli uccelli siedono su un ramo.
Piccole lumache marroni scivolano sotto foglie alla deriva.
Del muschio verde colonizza un tronco d’albero;
un fungo giallo si fa strada nella corteccia ferita.
L’erba morta mi arriva alle ginocchia.

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Kamala Harris, Arsène Wenger, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

4 pensieri su “KIM SIMONSEN, POESIA E PAESAGGIO DALLE ISOLE FAR OER

  1. Alex

    Innanzitutto complimenti alle traduzioni delle poesie. Mi piacerebbe poi sapere dove é possibile trovare i libri di poesie di Kim Simonsen in lingua inglese, dal momento che online non ho trovato nulla. Grazie.

    Rispondi

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