[youtube=https://youtu.be/curkPbh6MMI]
da qui
Giovanni Raboni – Il dolore
da “A tanto caro sangue, 1988”
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Ludwig van Beethoven, Piano Sonata No. 8 in C minor, Op. 13, “Pathetique”, II. Adagio cantabile
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Tu e le tue fissazioni! Mi vien voglia
di rinfacciarti le mie piaghe,
quelle sì cancrenose, immedicabili…
Ma no, sbaglio. Non io, tu sei l’erede
d’una sacra penuria,
te e i tuoi da sempre ha saccheggiato il cielo.
C’è più tristezza nel tuo lutto
per un gioco perduto, per una bambola squartata
che nel mio per il novero dei morti
che colleziono da una vita.
E’ più giusta, ha più stoffa la tua pena.
E intanto non riesco a consolarti,
mio affannato, tremante, altero amore!
Non rispondi, mi guardi
come, ma sì, come un nemico di classe
se cerco di distrarti,
se ti ricatto con la tenerezza…
Ma credimi, tesoro, che non voglio rubartelo
l’osso del tuo dolore.

Ogni pena ha la sua “stoffa”.
Bellezza e tenerezza infinite.
Grazie
L’ha ribloggato su l'eta' della innocenza.
L’ha ribloggato su Paolo Ottaviani's Weblog.
Magistrale lettura che aggiunge ancor più dolcezza agli splendidi versi
Mi ritrovo nelle parole di Daniela.
Dolore che unisce, silenzio che dice.
Splendida interpretazione
Grazie!
Riflessioni sul dolore, che l’amore rende dolci e ironiche.
Come sempre, l’interpretazione aggiunge bellezza a bellezza. Grazie!