Archivio mensile:Marzo 2020

Sempre presenti

di Iole Chessa Olivares


Una fiducia labile

provvisoria

appesa al cuore

come stella cadente

pur tuttavia,  stella.

C’è sempre una fessura

nell’infelicità del dubbio

una sorella vigile

per sapienza di sangue

regina nell’attesa

di un’istantanea  epifania.

Qui tra le pieghe

un vertice vagante

sovrasta 

l’orizzonte dell’IO

illumina  ciò che avanza

da pianto a pianto

e…nessuno può mancare

e…nulla veramente muore:

NOI TUTTI

nel prodigio di un attimo

sempre PRESENTI

eco prolungata

nell’infinito andare della luce

nell’eterno esistere.




Aiutare Dio

Gesù dice a Gabrielle che un po’ dell’affetto umano che riceve viene anche da Sua Madre. Per questo raccomanda di avere pensieri teneri per Lei. Poi chiede di aiutarlo a salvare certe anime alle quali vuol trasmettere grazie. Aiutare Dio: una missione straordinaria.

La poesia della settimana. Costantino Kavafis

La scadenza di Nerone

Non si turbò Nerone, nell’udire
il vaticinio delfico:
“Dei settantatré anni abbia paura”.
Aveva tempo ancora di godere.
Ha trent’anni. Assai lunga
è la scadenza che concede il dio,
per angosciarsi dei rischi futuri.

Ora ritornerà a Roma, un poco stanco,
divinamente stanco di quel viaggio,
che fu tutto giornate di piacere,
nei giardini, ai teatri, nei ginnasi…
Sere delle città d’Acaia… Oh gusto,
gusto dei corpi nudi, innanzitutto…

Così Nerone. Nella Spagna, Galba
segretamente aduna le sue truppe
e le tempra, il vegliardo d’anni settantatré.

Costantino Kavafis, La memoria e la passione, Milano, Corriere della Sera, 2011, p. 147.

Uniti

Il Cristo dice alla Bossis di chiedere anche le cose impossibili, perché Lui può tutto. L’amore approfitta di questa potenza senza limiti, che si mette a disposizione dei nostri desideri più profondi. Gesù ha sofferto, per questo, tutte le pene, perché in ogni dolore potessimo consolarci, uniti a Dio, partecipi della sua natura, intimi con l’Infinito.

?echov ai tempi del colera

di Giovanna Menegùs

Cechov

 

1892. A Melichovo, venivano da lui [?echov] i contadini a farsi curare, e il cortile era sempre affollato di malati in attesa. Venivano anche da lontani villaggi. Lui non si faceva pagare, perché erano tutti poveri.
Scoppiò nelle vicinanze un’epidemia di colera. Egli fu chiamato dal Consiglio della Regione, e ricevette l’incarico di organizzare le difese necessarie.
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Grazie

Gesù dice a Gabrielle – che ha provato una grande gioia – di ringraziare: Lui non dà soltanto sofferenze, anche se queste sembrano sempre in primo piano. Il nostro grazie gli dà gioia, lo aspetta, non lasciamolo deluso.