
di Giorgio Stella
[A GIUSEPPE PICCOLI
SI DEDICA QUESTA MEMORIA, QUESTA
FLESSIONE DI MENTE]
[- 1 – Dalla ginestra sale la conca d’avorio verso il mare
D’ottone delle conchiglie avare di suono, di suono loro –
La ringhiera è stata saldata dalla massa proletaria
Che ha la chiave e ci si chiude dentro –
Porta avanti il monte che non incontra
Il sasso, il ladro del cuore che smette lo stesso girotondo
Mentre quando uno moriva l’altro era in vita
– 2 – Dalla palude il cielo ha una fessura di vetro lunga
Quanto la sfida reciproca nella postura della durata muta –
L’inchino è breve si soffoca la lontananza
Proprio quando il sangue cattivo era quello buono –
Dormendo su una panchina ricordo,
senza soldi vino sigarette donne ma le foglie
– 3 – L’ultimo primo è la sfida del verso
Contro sé stesso avanti il quadrilatero laterale
Delle ali in posa di medaglie per averne
La congestione di fonderle
A testa o croce
– 4 – Vedo l’occhio purpureo della girandola
Che sfida il vento nella potatura
Del grembo del cielo –
Eravamo in 4 ora siamo in 2 dopo
C’è il secondo quarto
Alloggiato nelle traversine
[DELLE] mascherine e da qui alla statua
Del teatro la dizione
Confonde l’addizione delle comparse
[COME CAMPANE CHE DONDOLANO
L’ORA DEL GIORNO]
– 5 – Ecco una ne viene e una ne và nella scacchiera
Che scacco matto porta le pedine
Al bifolco luogo della calamita –
‘mi vieni a trovare? ho il mestruo [r e g a l e ]‘
“non posso, la veglia della culla
bacia la mano della medesima unghia”
[E Qui SI RITAGLIA IL RIMMEL DEL L E T E]
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– 6 – Tutti tornammo al tramonto dello zenit [‘’]
E si divise l’anfora dalla flora batterica
In un passaparola
Avanti la bocca
Che sfregia il privilegio
Del tratto onnivoro al contatto di DIO
– 7 – Il chiosco era setacciato dalle sedi
Delle messe in scena siamesi
Ma una bomba rotolò
Su chi avanti Cristo dopo Cristo
Mungeva il latte della Croce
In atto […]: [Marta Russo]
– 8 – [Il] panorama breve della ciliegia
Pesata nell’orto della vigna
Accecata dal sole fossile di forbice –
Avanti il passo l’ombra
Raccoglie la propria medesima sagoma
– 9 – Al mercato della clessidra
Gira non la sabbia-meteora
Ma la conca tricolore […]
Della bandiera al vento –
Portai lei quando portai lui
Mentre portavo me
– 10 – Alla fine della giostra il fiume è in piena
Di gettoni da sparo minimi all’acqua
Che possa distribuirli in maschera –
Al mattatoio mi dissero che non
Ero in grado di nessun sangue,
ma il sangue era mio
così passai la gemella portuale
della stella col faro accesa]
[Giorgio stella oggi, ora.]
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[NOTA: OGNI UOMO HA IL DIRITTO DEL DOVERE MORIRE IN PACE E SE QUESTO DIRITTO/DOVERE VIENE EVASO SI TRATTA
DI CRIMINE CONTRO L’UMANITA’IN CUI MANCA LA MEDESIMA].

l’occhio purpureo della girandola
Che sfida il vento nella potatura
grazie amico mio ti leggo solo adesso e me ne scuso