
D’improvviso mi sei apparsa
in questa stanza, madre.
Mi hai sorriso mentre continuavo
a scrivere, accanto alla tua foto
di giovinetta. Camminavi sicura,
poi mi hai detto: «C’è disordine
in ogni dove, sei un bibliotecario,
ricordati di togliere la polvere
dai libri». Poi, sei andata in cucina
e ti sentivo cantare come un tempo,
mentre preparavi la cena;
Io, ho continuato a scrivere,
sentendo la tua cara voce
sognando che tu mi venissi a dire:
“Vieni, è pronta la cena!”.
All’alba, mi sono svegliato
con le braccia sul tavolino, solo
con la tua foto eterna di giovinetta.
***
Una delicatissima immagine di amore filiale, questa di Elio Fiore. Ci sono archetipi talmente potenti e profondi che non hanno bisogno di interpretazioni: sono lì, sempre sorprendenti e necessari.

Bellissima !
Un filo che non si spezza, di nome “eccomi”
Versi soavi , intensi, intimi. E le parole del commento vibrano sulle stessa frequenza.
Molto bella … !
“mi sei apparsa”
L’apparizione di una persona amata e’ sempre una forte emozione.
E’ quello il momento in cui ci rendiamo conto che l’aspettavamo da sempre.