Lirico terapia. Fabio Pusterla, Breve omaggio a Plutone, II.

Breve omaggio a Plutone, II

Perché la pioggia, perché il vento e le pianure 

notturne, l’erba gialla, il respiro. Quell’acqua 

che scroscia nei vicoli, e i prati. Perché 

non c’è tregua, o domani. Soltanto

le sbarre, la gabbia di un io.

L’inferno è non essere gli altri,

guardarli passare e sparire nel niente: 

un posteggio che piano si svuota, 

il cantiere del vento.

***

L’inferno sono gli altri, ha scritto Sartre nell’opera teatrale A porte chiuse. Per Pusterla, invece, l’inferno è l’assenza degli altri, è il loro svanire nel nulla, il lasciare vuoto il parcheggio, la casa, il cuore.

3 pensieri su “Lirico terapia. Fabio Pusterla, Breve omaggio a Plutone, II.

  1. S&R

    L’inferno è non essere gli altri

    folgorante intuizione! Richiama quella di “tuttunità” (di Dio e dell’universo, cosmico e storico) di Vladimir Solov’ëv , fuori dalla quale c’è qualcosa di peggio del nulla, l’inferno, appunto.

    Rispondi
  2. hellomiticospank

    L’inferno è non essere gli altri, però se non si sta attenti l’inferno possiamo essere noi stessi…

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *