Lirico terapia. Bartolo Cattafi


Inquilini

Sbatter di porte

girare di chiavi nella toppa

morti nel vostro letto

dietro le vostre porte

e morte intermittente

entrare e uscire

mani irose impazienti

al pomo delle porte

passi

i nuovi arrivati

con valigie e fagotti

con otri di vento

inquieti portatori

di mistero nelle stanze

a voi morti a voi vivi

con filo ritorto appunto

speranza e fiducia

chiedo clemenza

creature del mio piano

a metà o del tutto

interrato.

Cosa succede in un condominio? Quali stratificazioni di eventi, anche drammatici, la storia registra, magari a nostra insaputa? Solo il poeta può restituire spessore a un’umanità dimenticata.

2 pensieri su “Lirico terapia. Bartolo Cattafi

  1. S&R

    Una visione un po’ inquietante, che da’ spazio ai fantasmi che si agitano nell’intimo, come solo la poesia può fare.

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  2. Ema

    Quanto e’ brutta la parola inquilino. Racchiude in se’ tutto il disimpegno possibile:” sono solo un inquilino”, “l’inquilino non paga l’affitto”, l’inquilino al piano di sopra”.
    Non ha nome né volto l’ignavo abitante dell’inferno condominiale.

    Rispondi

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