a Ignazio Delogu
Quando me ne andrò da Roma,
chi si ricorderà di me?
Lo si chieda al gatto,
lo si chieda al cane
e alla scarpa rotta.
Al fanale perduto,
al cavallo morto
e al balcone ferito.
Al vento che passa,
al portone oscuro
che non ha casa.
E all’acqua corrente
che scrive il mio nome
sotto il ponte.
Quando me ne andrò da Roma,
si chieda ad essi di me.
Solo il poeta sa ascoltare e parlare alle cose, che si ricordano di lui. Rafael Alberti ci lascia un esempio memorabile di questa verità.


si ricorderà di Te Elio Fiore!
Gli occhi del poeta colgono il fatto che l’universo intero, al di là delle apparenze, è fatto della stessa materia delle stelle.
Il bisogno di essere ricordati non morirà mai.
È bella questa vita che respira nelle cose, dove dietro si nasconde il cuore