Lirico terapia. Rafael Alberti


Quando me ne andrò da Roma

                                              a Ignazio Delogu

Quando me ne andrò da Roma,

chi si ricorderà di me?

Lo si chieda al gatto,

lo si chieda al cane

e alla scarpa rotta.

Al fanale perduto,

al cavallo morto

e al balcone ferito.

Al vento che passa,

al portone oscuro

che non ha casa.

E all’acqua corrente

che scrive il mio nome

sotto il ponte.

Quando me ne andrò da Roma,

si chieda ad essi di me.

Solo il poeta sa ascoltare e parlare alle cose, che si ricordano di lui. Rafael Alberti ci lascia un esempio memorabile di questa verità.

4 pensieri su “Lirico terapia. Rafael Alberti

  1. S&R

    Gli occhi del poeta colgono il fatto che l’universo intero, al di là delle apparenze, è fatto della stessa materia delle stelle.

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