a Ignazio Delogu
Quando me ne andrò da Roma,
chi si ricorderà di me?
Lo si chieda al gatto,
lo si chieda al cane
e alla scarpa rotta.
Al fanale perduto,
al cavallo morto
e al balcone ferito.
Al vento che passa,
al portone oscuro
che non ha casa.
E all’acqua corrente
che scrive il mio nome
sotto il ponte.
Quando me ne andrò da Roma,
si chieda ad essi di me.
Solo il poeta sa ascoltare e parlare alle cose, che si ricordano di lui. Rafael Alberti ci lascia un esempio memorabile di questa verità.

