Sembrava tutto possibile
lasciarsi dietro le curve
con un supremo colpo di freno
galoppare in piedi sulla sella
altre superbe cose
più nobili prospere cose
apparivano all’altezza degli occhi.
Ora gli anni volgono veloci
per cieli senza presagi
ti svegli da azzurre trapunte
in una stanza di mobili a specchiera
studi le coincidenze dei treni
passi una soglia fiorita di salvia rossa
leggi “Salve” sullo zerbino
poi esci in maniche di camicia
ad agitare l’insalata nel tovagliolo.
La linea della vita
deriva tace s’impunta
scavalca sfila
tra i pallidi monti degli dei.
Lo scarto tra speranze e realtà può essere minimo o massimo. Luciano Erba riesce a renderne, più che la quantità, la qualità, come sempre la poesia.


L’illusione che il mondo, il proprio mondo, non avrà mai fine e che si possa cavalcare come un docile cavallo spesso caratterizza la prima età della vita, ma gradualmente cede il passo alla consapevolezza della piccolezza, della finitezza, e i sogni sfumano…ma la vita è sempre lì che interpella, e sfida a scavalcare i monti degli dei, nonostante tutto.
Lasciamo ad ogni età le sue pene e le sue gioie.