La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Giorgio Moio

Sòvere (1)

un tempo siamo stati anche felici
in cui non avevamo niente
dietro le barricate per difenderci
dal chiaro di luna nel mare
a litteram a libitum
nel marettil nel mutibil
zampillanti tra gli assilli
di dolore e un treno in partenza:
cu ’o tiempo e cu ’a paglia
con l’imprudenza e l’insavietà
s’ammaturano le sòvere
ma cadono dall’albero nel fango

(1) sorbo, albero da frutto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *