Piccolo manuale di spiritualità

di Fernando Altieri

Il Piccolo manuale di spiritualità è una lettura bella: è il primo requisito perché un messaggio possa farsi strada nel lettore. Ogni capitolo del volumetto è una proposta al tempo stesso convincente e suggestiva, come se gli autori avessero appreso la lezione indicata all’inizio della Bibbia: “E vide che era cosa tov meod”, molto bella e molto buona. Un assunto del libro è che bello, buono e vero “funzionino” solo nell’armonia del loro dispiegarsi, dando l’unica risposta plausibile alla disintegrazione dell’oggi. Il perno dell’opera è l’appello che Gesù lancia all’inizio della Sua predicazione: metanoèite, cambiate mentalità, mutate direzione. Lo shub ebraico si spiega con l’immagine del pastore che conduce il gregge verso l’oasi e si accorge di aver sbagliato direzione: capita anche a noi di cercare la verità nell’io, e di non trovarla. Ecco, allora, che cambiamo rotta, dirigiamo la nostra umanità, la nostra storia, verso il Tu che libera dalla prigionia e consente un esodo dalle proprie illusioni, per approdare alla terra promessa dell’amore. La felicità si trova in questa prospettiva, in uno sguardo liberato dalla trave delle false convinzioni. La gioia è a portata di mano: Fabrizio Centofanti e Sabrina Trane ce la indicano con sicurezza, sulla scorta di un insegnamento ricevuto e trasmesso con l’entusiasmo di un bambino.

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