POESIA E POLITICA.15. TOMMASO CAMPANELLA

XXXIII

DELLA PLEBE

 

Il popolo è una bestia varia e grossa,

ch’ignora le sue forze; e però stassi

a pesi e botte di legni e di sassi,

guidato da un fanciul che non ha possa,

ch’egli potria disfar con una scossa

ma lo teme e lo serve a tutti spassi.

Né sa quanto è temuto, ché i bombassi

fanno un incanto, che i sensi gli ingrossa.

Cosa stupenda! e’ s’appicca e imprigiona

con le man proprie, e si dà morte e guerra

per un carlin di quanti egli al re dona.

Tutto è suo quanto sta fra cielo e terra,

ma nol conosce; e, se qualche persona

di ciò l’avvisa, e’ l’uccide ed atterra.

 

 

*

 

 

Care poete e poeti, sieti invitati a proporci, sul tema, una o più poesie e una breve nota bio-bibliografica, all’indirizzo: [email protected]

 

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