POESIA E POLITICA.18. Vittorio SERENI

Prima sera d’Atene, esteso addio

dei convogli che filano ai tuoi lembi

colmi di strazio nel lungo semibuio.

Come un cordoglio

ho lasciato l’estate sulle curve

e mare e deserto è il domani

senza più stagioni.

Europa Europa che mi guardi

scendere inerme e assorto in un mio

esile mito tra le schiere dei bruti,

sono un tuo figlio in fuga che non sa

nemico se non la propria tristezza

o qualche recidiva tenerezza

di laghi di fronde dietro i passi

perduti,

sono vestito di polvere e sole,

vado a dannarmi a insabbiarmi per anni.

 

Pireo, agosto 1942

Italiano in Grecia (da ‘Diario d’Algeria’, Einaudi, 1947)

 

 

*

 

Non sa più nulla, è alto sulle ali

il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna.

Per questo qualcuno stanotte

mi toccava la spalla mormorando

di pregar per l’Europa

mentre la Nuova Armada

si presentava alla costa di Francia.

 

Ho risposto nel sonno: – E’ il vento,

il vento che fa musiche bizzarre.

Ma se tu fossi davvero

il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna

prega tu se lo puoi, io sono morto

alla guerra e alla pace.

Questa è la musica ora:

delle tende che sbattono sui pali.

Non è musica d’angeli, è la mia

sola musica e mi basta. –

 

Campo Ospedale 127, giugno 1944

 

(da ‘Diario d’Algeria’, Einaudi, 1947)

 

 

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