Tutto quello che io so
è un messaggio ogni giorno
dall’immortalità.
Tutto quello che io vedo
è il presente e il domani,
forse l’eternità.
Ed il solo che incontro
è Dio, la sola strada
l’esistenza; di là
da questa, se altre cose
vi saranno o visioni più mirabili,
ve lo dirò.
Emily Dickinson
Dove abbiamo smarrito il profondo senso d’eternità che dovrebbe agitare, vivace e allegro, i cuori di ognuno di noi?
Tutto quello che io so / è un messaggio ogni giorno / dall’immortalità.
E noi? Sappiamo noi quello che sa Emily? E se non lo sappiamo, ci interroghiamo? Ci sta bene non saperlo? Ci poniamo il problema?
Cosa siamo davvero diventati e cosa stiamo diventando? In che direzione stanno andando le nostre vite? Cosa è davvero importante per noi?
Essere vivi, essere qui, ora, in questo tempo, su questa terra, che significato ha, per noi?
Emily afferma che il solo che incontra è Dio, quindi lo incontra in ogni cosa e in ogni volto, mentre noi o non ci crediamo o lo bestemmiamo e non solo a parole ma con ogni nostro comportamento.
Non abbiamo visione e non abbiamo speranza, non crediamo in un futuro migliore e nemmeno lavoriamo per costruirlo.
Non crediamo più a nulla, non indaghiamo i misteri perché siamo convinti che nulla ci sia di misterioso.
Forse non ci siamo nemmeno resi conto ma da almeno cinque anni siamo di fronte a un tempo nuovo che può determinare il più importante cambiamento della storia umana o la sua (nostra) distruzione.
Lo sguardo della poesia, che se è davvero tale è sempre mistico perché ha sempre a che fare con la bellezza, è forse il solo sguardo col quale si può guardare al futuro. Poesia e mistica non sono astrazioni, sono la nostra speranza, sono la nostra verità, sono la nostra reale identità.
Ieri ero in un luogo bellissimo, Salaiola, sul monte Amiata. Ero con mia moglie e una poetessa, Leda Erente. Abbiamo meditato insieme e poi ci siamo affacciati alla finestra. Degli uccellini passavano di ramo in ramo e il sole illuminava le foglie, un leggero vento le attraversava. Il cinguettio era un canto meraviglioso. Siamo rimasti incantati a guardare la bellezza infinita del creato. Leda ha detto “questo è l’Eden”. A me è venuto in mente Battiato e quello che da sempre dicono i mistici, che tutta questa bellezza è solo l’ombra della luce.
Siamo immersi in una bellezza che toglie il fiato, e noi anziché nutrirci di tanto splendore, meditare, pregare, amare e prenderci cura di ogni creatura stiamo distruggendo il mondo, lo stiamo distruggendo, e ci stiamo uccidendo, ci stiamo massacrando. Nutriamo di odio tutto il pianeta.
Voglio chiudere questa volta con i versi di Boris Vian:
Distruggono il mondo
in pezzettini
distruggono il mondo
a colpi di martello
ma è lo stesso per me
è proprio lo stesso
ne resta abbastanza per me
ne resta abbastanza
basta che io ami
una piuma azzurra
un sentiero di sabbia
un uccellino pauroso
basta che ami
un filo d’erba sottile
una goccia di rugiada
un grillo di bosco
ma sì possono distruggere il mondo
in pezzettini
ne resta abbastanza per me
ne resta abbastanza
avrò sempre un po’ d’aria
un filino di vita
nell’occhio un barbaglio di luce
e il vento tra le ortiche
e anche e anche
se mi sbattono in prigione
ne resta abbastanza per me
ne resta abbastanza
basta che io ami
questa pietra corrosa
questi ganci di ferro
dove spiccia un filo di sangue
io l’amo io l’amo
la superficie consumata del mio letto
il saccone e la lettiera
la polvere del sole
amo lo spioncino che s’apre
gli uomini che sono entrati
che avanzano che mi trascinano via
ritrovare la via del mondo
e ritrovare il colore
amo questi due lunghi travi
questa lama triangolare
questi signori vestiti di nero
mi fanno la festa e ne sono fiero
io l’amo io l’amo
questo paniere riempito di suoni
dove metterò a posto la testa
oh io l’amo per davvero
basta che io ami
un breve filo d’erba azzurra
una goccia di rugiada
un amore d’uccellino pauroso
distruggono il mondo
con i loro martelli pesanti
ne resta abbastanza per me
ne resta abbastanza cuor mio.
Amare, amarci, prenderci cura di noi, degli altri, vivere per imparare ad amare sempre di più, imparare la pazienza, imparare ad amare le piccole cose quotidiane, lavare i piatti, pulire i pavimenti, fare tutto con Dio nel cuore, amare i fiori, le piante, amare i giardini, amare gli animali tutti, ogni creatura, vivere per imparare a prenderci cura, imparare la gentilezza, la delicatezza, imparare l’umiltà, chiave misteriosa di tutta la nostra esistenza, allenare i nostri cuori alla mitezza, e al coraggio del bene. Il bene, la bontà. Essere buoni. Nutrire speranza, cantare la bellezza. Se vogliamo un futuro, questo è l’unico possibile. Lontano da ogni riarmo.
Pacifichiamo i nostri cuori, per portare ovunque il fiore sacro della pace, e seminiamo pace e bellezza, pace e gentilezza, pace e misericordia, ovunque siamo, ovunque andiamo, ovunque viviamo. Che la nostra presenza sulla terra sia una benedizione.

Meravigliosa riflessione! E’ una vera urgenza educativa, sin dalla tenerissima età bisognerebbe farne materia scolastica, al pari degli insegnamenti fondamentali come italiano e matematica.