Archivi categoria: Massimiliano Bardotti

Massimiliano Bardotti. Poesia e mistica

 

Il mondo non lo risaneremo –
Scorrerà per sempre la tristezza sulla terra –
ma potremo, questo sì,
spargere un profumo –
leggero attorno a noi –
che qualcuno che lo avverta sia sorpreso
da un ricordo, una speranza,
un cenno di consolazione.

Il mondo non lo risaneremo.
Per sempre ancora scorreranno vite
su questa terra triste –
su questo mondo che tristissimo costringe
le vite a rifugiarsi nel timore,
a consolarsi con pezzi già guastati
di felicità d’avanzo,
a confondersi in amori
messi insieme dalla pena.

Non lo risaneremo il mondo.
Non ci resterà che amarlo.

Bernardo De Angelis
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Poesia e mistica, di Massimiliano Bardotti

Ho voglia d’apocalisse, lo confesso.
Ma è solo un languore,
di quelli che prendono
come quando si dice:
vorrei tanto dormire.
Davvero è soltanto un languore
sperare che si strappino i cieli,
che il mondo si sradichi, infine.
Più forza ci vuole a restare,
e afferrare la mano ai caduti.
E ignorare il tempo che resta.

Bernardo De Angelis Continua a leggere

Intervista a Leda Erente. Tornerà il grano a sfiorare i tetti

di Massimiliano Bardotti

 

1) Se dovessi riassumere in poche frasi come è nata e perché è nata questa tua raccolta poetica, come lo faresti?

“Tornerà il grano a sfiorare i tetti” nasce da una visione durante una passeggiata. È un auspicio a tornare a vedere la bellezza dei grani antichi che svettano fino ai due metri di altezza, non vuole essere un ritorno nostalgico al passato ma alla fertilità della terra, a un tempo ricco di vita, di biodiversità, che ci porta a essere in comunione con tutto, ad essere custodi della Terra, testimoni di bellezza, in una visione olistica di cooperazione tra gli esseri viventi. I grani antichi hanno radici forti e uno stelo altissimo come a indicarci che per poter guardare verso il cielo occorre prima rivolgere lo sguardo dentro, cogliere l’impronta dell’infinito anche in un campo di grano e percepire quei momenti di bagliore come una carezza, in cui pensi: questo attimo era per me. Il cuore si apre e continua il respiro dell’universo, può accogliere il linguaggio della natura che non usa parole ma ci parla attraverso le sue meraviglie, che non vanno possedute ma ammirate nel loro mistero, esserne grati, constatare che non esiste una foglia che rinneghi il sole, invece, nell’umano, c’è chi rinnega qualcosa che è più grande di sé e preferisce vivere nell’oscurità. Continua a leggere

Poesia e mistica, di Massimiliano Bardotti. Danila Di Croce

Stasera ti ho portato il mio orgoglio.
Perché è anche così
– col legno secco e duro –
che si accende il fuoco.

(Danila Di Croce, da Ciò che vedo è la luce)

La prima volta che ho letto questa quartina così pulita, lucida, rivelatrice, sono rimasto in silenzio per diverse ore. Quanto sanno insegnarci le poesie, e quanto possono mettere sottosopra le nostre vite, i nostri pensieri, le nostre convinzioni, le nostre certezze. Continua a leggere

Poesia e mistica, di Massimiliano Bardotti. Emily Dickinson

Tutto quello che io so
è un messaggio ogni giorno
dall’immortalità.

Tutto quello che io vedo
è il presente e il domani,
forse l’eternità.

Ed il solo che incontro
è Dio, la sola strada
l’esistenza; di là

da questa, se altre cose
vi saranno o visioni più mirabili,
ve lo dirò.

Emily Dickinson Continua a leggere

Poesia e mistica, di Massimiliano Bardotti

Io non so se sto per morire,
perché sento una gran tenerezza
a volte, che cresce da dentro.
E mi sembra che solo alla fine
si possa sentire così.

Che solo alla fine si possa
sentirsi commossi, e intravedere,
da dietro le tende, un altro giardino.

Con tanta gente che vi cammina dentro.

Bernardo De Angelis Continua a leggere

Poesia e mistica, di Massimiliano Bardotti. Rumi

Morite, morite, di questo amore morite,
se d’amore morirete, tutti Spirito sarete!

Morite, morite, di questa morte non paventate,
da questa terra su volate e i cieli in pugno afferrate!

Morite, morite, da questa carne morite,
non è che laccio la carne, e voi ne siete legati!

Prendete, prendete la zappa per scavar la prigione!
Spezzato che avrete il muro, sarete principi, emiri!

Morite, morite davanti al sovrano bellissimo:
morti che avanti a lui sarete, sarete sultani e ministri!

Morite, morite, uscite da questa nube
usciti che ne sarete, Luna lucente sarete!

Tacete, tacete, il silenzio è sussurro di morte;
tutta la vita è in questo: siate un flauto silente.

Rumi Continua a leggere